Lo scivolo per i disabili? Ha una "barriera architettonica" fatta apposta

Lo scivolo per i disabili? Ha una "barriera architettonica" fatta apposta
Scivolo a norma, ma non per le persone diversamente abili. Ad essere salvaguardati sono i normodotati, cioè chi non ha alcuna disabilità. Accade a Galatina dove gli scivoli che devono consentire l'agevole salita e discesa dai marciapiedi alle persone sulla sedia a rotelle, ma anche alle mamme e ai papà con carrozzine e passeggini, presentano un dislivello, rispetto al piano stradale, di circa 2,5 centimetri.

L’associazione di volontariato “Casamica” ha preso il toro per le corna scrivendo - lo scorso maggio - all'allora sindaco di Galatina, Cosimo Montagna, proprio per chiedere l'abbattimento di questa barriera. La risposta del tecnico comunale? «Spesso, a causa di problemi tecnici sia per la esiguità degli spazi a disposizione o per la presenza di ostacoli preesistenti, non è possibile l’applicazione della normativa relativamente al rispetto di piccoli dislivelli o pendenze. Infatti, se si intervenisse senza rispettare la regolare pendenza di una rampa, si risolverebbe il problema del superamento di eventuali dislivelli, ma potrebbero crearsi possibili pericoli per pedoni normodotati che, in caso di incidente, potrebbero avvalersi di detto “mancato rispetto normativo” per eventuali richieste di risarcimento di danni. Pertanto l’amministrazione comunale risulterebbe comunque inadempiente con rischi per la pubblica incolumità». 

Indignata l'associazione che per bocca del suo presidente, Maurizio Gabrieli, punta il dito: «Sembrerebbe che l’amministrazione comunale preferisca non applicare la vigente e obbligatoria disciplina in materia di abbattimento delle barriere architettoniche per non creare disagio ai normodotati che potrebbero agire giudizialmente per un eventuale risarcimento danni, al contrario dei disabili che, invece, subiscono passivamente e non chiedono risarcimenti per la lesione dei loro diritti di natura anche costituzionale».

E poi l'altolà: «Probabilmente qualcuno sbaglia e l'associazione non è disponibile a tollerare oltre: questa volta saranno i disabili a chiedere il risarcimento danni anche con il conforto di altre associazioni ed enti di tutela di rango nazionale e con l’ausilio degli organi di informazione», anche perché l'incontro dei giorni scorsi, fra l'amministrazione e l'amministrazione comunale, non ha dato esito positivo.
 
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Mercoledì 21 Settembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 22:29