Dai campi alla tavola: nasce il primo gruppo
di acquisto popolare

Dai campi alla tavola: a Lecce il primo gruppo
di acquisto popolare
Combattere la crisi grazie a un cibo sano, a chilometro zero e con un prezzo accessibile a tutti. Dopo aver chiuso la quinta edizione de “La Notte Verde” è questa un’altra sfida lanciata dall’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino che sabato sera alle 20, a Castiglione d’Otranto, presenterà in piazza Renata Fonte i dettagli del Gap. Ovvero: Gruppo di acquisto popolare. Una forma di acquisto, ormai radicata in numerosi città italiane ed europee, che punta a creare una rete di consumatori consapevoli, che possano rivolgersi direttamente ai produttori locali, scavalcando in questo modo il sistema della grande distribuzione. Quella dei supermercati, per intendersi. Ed è propria questa tipologia di acquisto che il Gap intende superare.
La sfida è ambiziosa. Di fatto è quella di creare un’altra forma di economia agroalimentare. Sono vari i principi che stanno alla base di un sistema del genere. Prima di tutto quello di abbattere l’inaccessibilità economica del prodotto bio, spesso considerato elitario perché troppo costoso. Poi c’è la necessità di far dialogare in maniera più intensa contadini e cittadini. Come? Costruendo due reti: una di consumatori che si rivolgano direttamente ai produttori, interrompendo così la catena tipica della grande distribuzione organizzata, vale a dire quella che passa per grossisti e negozi. Meccanismo che sta alla base dell’aumento dei prezzi finali, commentano dall’associazione. La seconda è quella di un ventaglio di microproduttori salentini selezionati, che rispondono a un preciso protocollo etico, a garanzia di una filiera che sia al contempo corta e naturale.

Sul rispetto di questi principi vigilerà l’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino. I cibi che si potranno acquistare, tutti rigorosamente prodotti senza l’utilizzo di fertilizzanti o diserbanti chimici, sono poi quelli che fanno parte del paniere tipico dell’alimentazione mediterranea: frutta e verdura prodotte da contadini del posto; formaggi a pasta morbida e dura di maestri casari che usano latte di animali allevati in modo non intensivo; farine, cereali e prodotti da forno di farro e grani antichi coltivati in loco senza pesticidi; linea canapa certificata; legumi tipici della cooperativa di comunità di Zollino; vino di vigneti non trattati e curati da viticoltori salentini.
Inoltre tramite il Gap si potranno prenotare le piantine per l’orto invernale ed estivo prodotte nei semenzai del primo Vivaio della Biodiversità della Puglia, inaugurato dall’associazione nel giugno scorso. Ovviamente le varietà sono salentine doc. Come le piantine di mugnuli leccesi (cavoli), finocchi, rape (varietà novantina leccese), cicorie di Tricase e di Galatina. Terzo valore portante dell’iniziativa è quello dell’aiuto reciproco. Appendice importante del Gap è la nascita del gruppo di mutuo soccorso tra contadini che portano avanti piccoli oliveti a conduzione familiare. L’obiettivo è duplice. Innanzitutto aiutarsi nella fase della raccolta delle olive, collettivizzando gli strumenti di lavoro (come teli, abbacchiatori e scuotitori) e supportando operativamente i proprietari, sempre più anziani e soli. Poi educare ad una manutenzione degli oliveti attraverso le buone pratiche agricole senza utilizzo di fitofarmaci.
 
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Venerdì 23 Settembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 12:35