Corsa alla rottamazione delle cartelle esattoriali: incassati 111 milioni

Corsa alla rottamazione delle cartelle esattoriali: incassati 111 milioni
Rottamate gente, rottamate: nel Salento è boom di adesioni alla definizione agevolata di Equitalia. Sono migliaia i salentini pronti a rottamare le cartelle esattoriali derivanti da somme non pagate alla società pubblica di riscossione.
Secondo i dati forniti proprio da Equitalia spa, infatti, la provincia di Lecce è la seconda in Puglia per numero di adesioni, mentre la regione occupa un lusinghiero quarto posto nella classifica nazionale: le stime provvisorie fino al 31 marzo scorso parlano di ben 14.621 richieste di adesione alla definizione agevolata da parte di altrettanti contribuenti salentini pervenute agli sportelli di Equitalia. Fino a ora, ne sono state lavorate oltre 9.200, il che, tradotto in euro, consiste in un valore lordo (cioè non sgravato dalla rottamazione) totale di 111,7 milioni di euro. Dati che, ovviamente, sono destinati a crescere, se si considera che la scadenza per le adesioni è prevista per domani e che ancora in questi giorni gli sportelli di Equitalia sono affollati fin dalle prime ore del mattino.
In Puglia sono 64.657 le istanze pervenute al 31 marzo scorso, 40.147 delle quali sono state lavorate finora, fruttando un recupero lordo di oltre 700 milioni di euro: la regione si è collocata quarta in Italia, dopo Lazio, Lombardia e Campania, classificatesi rispettivamente, al primo, secondo e terzo posto.
Tra l’altro, solo nell’ultima settimana di marzo c’è stato un vero e proprio picco: in soli 7 giorni, nel Salento ci sono state 3.323 nuove adesioni alla definizione agevolata, di contro alle oltre 15mila pugliesi.
In cosa consiste la cosiddetta rottamazione? Tutti coloro che, tra il 2010 e il 2016, abbiano omesso di pagare multe da violazioni del Codice della Strada, tributi come Irpef e Iva, contributi Inps, bollette e altre somme soggette alla riscossione di Equitalia, in via del tutto eccezionale, potranno avvalersi di un maxi sconto che oscilla tra il 22 e il 30% circa: in base alla legge numero 225 del 2016, infatti, chi intende aderire pagherà le somme richieste ab origine, senza pagare gli interessi di mora e le sanzioni, mentre, per quanto riguarda le multe stradali, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

La rateizzazione prevede che il contribuente debba pagare le prime 3 rate entro il 2017, che corrispondono al 70% delle cartelle rottamate e che dovranno essere saldate per intero e senza ritardi a luglio, settembre e novembre di quest’anno. Le restanti 2 rate, che coprono il rimanente 30% delle somme, invece, scadranno ad aprile e settembre 2018. Ma attenzione: chi non paga anche solo una rata, oppure lo fa in misura ridotta o in ritardo, perde i benefici della definizione agevolata previsti dalla legge ed Equitalia riprenderà le attività di riscossione.
Chi vuole rottamare ha tempo fino a domani per rivolgersi agli sportelli di Equitalia (via Adriatica 2, dalle 8.15 alle 13.15), oppure inviando il modulo DA1 disponibile sull’home page del sito web gruppoequitalia.it, con la semplice email, o con la posta elettronica certificata, oppure direttamente attraverso l’area riservata del sito (credenziali da Inps, Agenzia Entrate, Spid) o con l’area web EquiPro, dedicata ai professionisti, commercialisti, avvocati tributaristi, Caf e consulenti del lavoro abilitati dall’Agenzia delle entrate.


Ma agli sportelli è già ressa: file lunghe anche 5 ore
L’esercito dei rottamatori salentini affolla gli sportelli di Equitalia: ultimissimi giorni per aderire alla definizione agevolata, che scadrà domani. Giornate intere trascorse dinanzi agli sportelli di via Adriatica 2, a Lecce, fino a cinque ore in coda pur di usufruire dello sconto eccezionale, che sottrae interessi di mora e sanzioni sulle cartelle esattoriali, disposto dalla normativa nazionale: «Ma è utile solo per le piccole somme, i tempi della rateizzazione sono troppo stretti. Per saldare i grossi debiti, è meglio la rateizzazione classica», queste le riflessioni amare di molti contribuenti locali. Manca la liquidità per la maggior parte di artigiani, dipendenti e lavoratori autonomi, molti dei quali in queste ore stanno aderendo sì alla definizione agevolata, ma solo per alcune cartelle e solo per quelle meno esose.
 
Code interminabili fin dalle prime ore della giornata lavorativa. C’è chi è arrivato fin dalle 7.30, ieri mattina, pur di conquistarsi i primi bigliettini, ma senza grosso successo: a mezzogiorno, c’erano ancora 135 persone in attesa di essere chiamate dagli sportelli di via Adriatica. E questo nonostante l’intenso lavoro messo in campo anche dai dipendenti della sede locale di Equitalia.
Tra i contribuenti in attesa c’è Paolo Ingrosso, pensionato delle Ferrovie dello Stato che da ore sosta in piedi all’esterno degli uffici di Equitalia: «Tra multe e bolli vari, avrei dovuto pagare circa 5.900 euro, ma con la rottamazione ne sto pagando 3.900. Un bel risparmio, che mi sta permettendo di tenere in tasca 2.000 euro, e per me che sono pensionato è un gran sollievo». Stessa situazione per l’anziana signora Ottorina Liberotti, che pagherà 850 euro invece di 1.400: una boccata di ossigeno per lei, che vive di pensione. Anche il giovane Marco Mancarella ha deciso di avvalersi della rottamazione: «Sto pagando in tutto 1.000 euro, risparmiandone circa 500».
Tre le rate previste per il saldo del 70% delle somme nel 2017, due quelle del 2018. E se la somma va oltre i 5-6.000 euro, chi vive del proprio stipendio non ce la fa e preferisce rateizzare in più anni, pagando di meno al mese, ma con tutte le sanzioni. Come sta facendo in parte Aldo Mancarella, artigiano: «Ho deciso di rottamare cartelle per 4.000 euro lordi, risparmiandone circa 1.000. Ma su un’altra cartella da 7.500 euro, preferisco ricorrere alla rateizzazione classica: non mi posso permettere di pagare migliaia di euro a distanza di così pochi mesi». Annamaria Donno, tra il 2010 e il 2016, non aveva la liquidità per pagare multe e bolli e la somma è lievitata a 3.400 euro: «Con la definizione agevolata, pagherò una cartella da 1.700 euro e una da 530: siamo una famiglia di artigiani e paghiamo ogni anno 2.500 euro di tassa sui rifiuti, 1.700 euro di Imu, poi i conferimenti alla Camera di Commercio. La verità è che i soldi tornano sempre a chi ce li ha e queste rateizzazioni sono troppo stringenti».
Giusy Lo Deserto, mamma di una bambina di 7 anni e di uno di pochi mesi, è ancora incerta se rottamare o no: «Devo restituire oltre 10.000 euro, ma con la rottamazione dovrei pagare rate troppo alte. Nella mia famiglia si vive con uno stipendio da 1.200 euro al mese e non credo che me lo potrò permettere».
 
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Giovedì 20 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:10