Contrabbando di carburanti, perquisizioni anche a Lecce e Brindisi

Contrabbando di carburanti, perquisizioni anche a Lecce e Brindisi
Ci sono anche degli addetti del settore di Lecce e Brindisi tra le aziende coinvolte nella maxitruffa dei carburanti scoperta dalla Proicura di Bolzano che porta avanti un'operazione congiunta di Agenzia delle dogane e carabinieri contro il contrabbando internazionale con arresti, sequestri e decine di perquisizioni in Italia e in 5 paesi europei. Dalle prime ore di questa mattina oltre 80 agenti dell'Agenzia delle dogane e più di 50 carabinieri stanno procedendo all'esecuzione di alcune misure cautelari emesse dal tribunale di Bolzano. Decine di perquisizioni e sequestri sono in corso nelle province di Roma, Milano, Napoli, Verona, Lecce e Brindisi. L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bolzano, colpisce un'organizzazione criminale internazionale dedita al contrabbando di carburanti e all'evasione delle accise, per un danno erariale di oltre 3 milioni di euro. Sono in corso analoghe operazioni in Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria.

L’attività di indagine, iniziata nel 2015, ha per oggetto ingenti movimentazioni di prodotti energetici di contrabbando dal nord Europa all'Italia. Nel corso dell’attività di indagine, gli investigatori hanno monitorato diversi trasporti dal nord Europa nelle città di Verona, Milano, Napoli, Lecce e Caserta. Attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti, analisi dei tracciati GPS di alcuni autoveicoli e lo studio comparato di informazioni, alcune delle quali provenienti dagli stati esteri cooperanti nell’attività di indagine, è stato possibile ricostruire i dettagli di una frode transnazionale concernente l’introduzione in territorio italiano di carburanti in totale evasione dell’accisa e dell’IVA, in quanto “camuffati” da merce non sottoposta ad accise e, dunque, trasportata su autocisterne scortate da semplice lettera di vettura.

Nel dettaglio, nella frode oggetto d’indagine, i soggetti indagati hanno organizzato un traffico illecito per cui i prodotti che erano classificati come “additivi” e/o “anticorrosivi” provenienti da Paesi UE, venivano introdotti in Italia.

Questi liquidi venivano, poi, trasbordati, di notte ed in luoghi nascosti, su autocisterne italiane, mescolandoli a scarsi quantitativi di carburante e fatti circolare su territorio nazionale con documentazione falsa. In questo modo gli additivi venivano “camuffati” da “carburante con accisa assolta” e scaricati presso depositi commerciali o presumibilmente anche a distributori stradali (c.d. gasolio di contrabbando). Venivano infatti miscelati con gasolio e/o venduti a scopo di carburazione o combustione: in tale modo risultava completamente evasa l’accisa relativa e l’IVA afferente, poiché risultante già pagata.
Il danno erariale sino ad ora accertato è di circa 3 milioni di euro, ma è stata stimata un’evasione complessiva superiore a 6 milioni di euro. Le indagini sono ancora in corso e, considerata la diffusione capillare del traffico illecito, l’importo della frode accertata potrebbe essere anche superiore.




Nel corso della mattinata sono stati perquisiti depositi di carburanti, distributori, uffici ed abitazioni, con il conseguente sequestro di serbatoi contenenti gasolio ritenuto di contrabbando. Nel corso delle operazioni è stato possibile, altresì, procedere al sequestro di diversa documentazione di interesse investigativo che verrà ora rimessa all’analisi dell’Autorità Giudiziaria di Bolzano.


 
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Mercoledì 19 Ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento: 20:25