A Belloluogo rifiuti nel fossato
la denuncia dell'Osservatorio

Il Parco di Belloluogo invaso dai rifiuti. A tre mesi dalla soluzione della querelle giudiziaria, e dunque all’alba di una nuova rinascita per il complesso monumentale alla periferia della città, il degrado e l’incuria (oltre a una buona dose di scarso senso civico) hanno preso il sopravvento. Trasformando così il fossato trecentesco in una vera e propria discarica a cielo aperto.

La denuncia arriva da uno dei soci fondatori dell’Osservatorio Parco di Belloluogo, Beniamino Piemontese, che si è accorto della presenza dei rifiuti due giorni fa, durante un sopralluogo all’interno dell’area. «Ho avuto la disgrazia di trovarmi di fronte a un gravissimo scempio compiuto da ignoti - osserva Piemontese - da vandali sciagurati ed irresponsabili (oltre che ignoranti) che hanno riversato nel fossato circostante la Torre di Belloluogo un’enorme quantità di materiali di ogni sorta, tonnellate e tonnellate di rifiuti (pietre, mattoni, terra, alberi e rami secchi, cancellate di ferro e tanto altro ancora), materiali provenienti da chissà dove, trasformando in una fetida e immonda discarica il suggestivo e imponente fossato che dall’epoca della fondazione della Torre, quindi da circa sette secoli, è sempre stato pieno delle acque sorgive di una prodigiosa falda acquifera che contribuisce, e non di poco, a rendere ancora più affascinante, suggestiva e unica la bellezza di questa Torre e del suo complesso monumentale».
 

Le immagini sono inequivocabili. C’è di tutto in quel fossato. Pezzi di legno, cocci di bottiglia, grate in ferro, pietre, mattoni, persino uno pneumatico. Un pessimo biglietto da visita per la città, soprattutto se si considera che proprio da pochissimo tempo la gestione del sito è stata affidata a una Associazione temporanea di imprese con la Bios capofila. Il tutto finalizzato alla organizzazione di tutte le attività ricreative, ludiche e culturali che potranno essere svolte nel parco adiacente al cimitero della città. Alla luce di quanto documentato, Piemontese rivolge un appello all’amministrazione comunale: «A tutte le autorità competenti, ed in primo luogo al signor sindaco di Lecce, che rappresenta il Comune di Lecce che è il proprietario del bene pubblico monumentale artistico, storico e culturale della Torre di Belloluogo, rivolgo il mio pressante ed urgente appello perché venga fermato immediatamente questo scempio e possano essere nel più breve tempo possibile individuati e puniti i responsabili».

La risposta arriva per bocca del vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Gaetano Messuti: «Si tratta di materiali di risulta che risalgono a prima dell’assegnazione della gestione. Oggi c’è un sistema di guardiania più attento. Già da oggi (ieri, ndr), la ditta che si occupa della bonifica dell’area ha cominciato a intervenire. Presto il fossato - assicura Messuti - sarà nuovamente libero e pienamente fruibile».

L’ultimo capitolo della vicenda relativa al Parco di Belloluogo si era avuto a luglio, quando il Tar aveva dato il via libera alla sottoscrizione del contratto tra l’amministrazione comunale ed il raggruppamento di imprese Bios-Innovapul, che nel maggio scorso si era aggiudicato la concessione per il ripristino, la manutenzione e la gestione del Parco di Belloluogo. Era dovuto intervenire il Tar perché l’impresa che in graduatoria era arrivata seconda aveva presentato un ricorso ai giudici amministrativi, ricorso che poi era stato rigettato. La durata della concessione per la gestione è pari a nove anni.
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Mercoledì 19 Ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento: 17:55