Boldrini a "Il libro possibile": «Annibali è manifesto contro violenza di genere»
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POLIGNANO A MARE - "La storia di Lucia dimostra in quanti modi si può vivere una violenza. Lei ha deciso di reagire mettendo la sua esperienza a disposizione di altre donne, per fare in modo che la violenza non venga subita come un qualcosa di inevitabile".



La presidente della Camera, Laura Boldrini, prima di intervenire al Festival “Il libro possibile”, ha cosi' commentato la testimonianza civile di Lucia Annibali, la giovane e coraggiosa vittima di una terribile violenza da parte dell'ex fidanzato. Boldrini stasera premierà sul palco della rassegna pugliese la Annibali con la targa del “Libro possibile” riservata all'opera prima: l'avvocatessa urbinate ha scritto con Giusi Fasano il libro “Io ci sono. La mia storia di non amore” (Rizzoli).

"Lucia ha fatto e continua a fare un percorso di consapevolezza - ha aggiunto la Boldrini - che sta mettendo a disposizione della collettività Avrebbe potuto fare la scelta opposta, chiudersi in casa e sparire e invece ha deciso di mostrarsi e di mostrare il suo volto, che dunque e' diventato un manifesto contro la violenza di genere. Il suo gesto - ha proseguito - e' stato d'aiuto e di incoraggiamento a tante altre donne in difficoltà che anche attraverso l'esempio di Lucia hanno trovato il coraggio di dire 'no' alla violenza. Lucia ha anche messo da parte, fin dal primo momento, rancore e risentimento. Ha trasformato un fatto estremamente negativo in qualcosa di positivo. In questo senso Lucia e' una resiliente".

"Se oggi sono qui a presentare il suo libro è perché la violenza di genere - ha concluso la presidente della Camera - non può essere considerata un fatto privato, e' un fatto pubblico in quanto violazione dei diritti umani, come dice la Convenzione di Istanbul. La violenza continua ad essere qualcosa che le donne vivono in solitudine, spesso non denunciando neanche alle forze dell'ordine. Lo riscontro nelle tante mail di donne che mi arrivano alla Camera. Molte le ho ricevute a Montecitorio, altre volte ho fatto loro visita anche in ospedale perché ritengo sia dovere delle istituzioni far sentire vicinanza e sostegno".
Sabato 12 Luglio 2014 alle 20:23
Ultimo aggiornamento: 20:23