Frizioni interne ai partiti, e in giunta il rimpasto salta ancora
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BRINDISI - Mentre si allungano i tempi per il “riequilibrio di maggioranza”, i partiti maggiori cercano di superare le difficoltà interne. E intanto, slitta alla prossima settimana l’incontro di maggioranza che dovrebbe portare al rimpasto di giunta.
Nella giornata di ieri, si sono riuniti i principali gruppi politici della coalizione che governa il Comune di Brindisi: Partito Democratico e il duopolio Noi Centro-Nuovo Centrodestra. Nel primo, che ha chiuso - almeno formalmente - la diatriba sulla leadership interna -, è stata posta la questione della mancanza di una figura femminile nella “pattuglia” di giunta. I centristi, invece, sono alle prese con la difficoltà di scegliere la società partecipata (tra Multiservizi, Energeko e farmacie comunali) alla quale rinunciare nell’ambito del riequilibrio.

La riunione del direttivo del Pd è andata avanti, mercoledì, fino a sera inoltrata. Primo punto da affrontare erano le frizioni, emerse nelle scorse settimane, tra il gruppo consiliare ed il segretario cittadino Antonio Elefante. E il chiarimento alla fine c’è stato. Non prima, però, di un vivace - a dir poco - scambio di battute (e di accuse) tra i consiglieri ed il segretario.
Il gruppo consiliare, poi, ha formalizzato la proposta di nomina ad assessore di Antonio Monetti, ritenuto persona competente, capace di leggere le carte ed attenta a molti aspetti della vita amministrativa cittadina. Una parte del partito, però, ha sollevato la questione della parità di genere. Con la riconferma di Pasquale Luperti e la nomina di Monetti, infatti, il Pd non avrebbe nemmeno una donna in giunta. E l’unica presenza femminile nell’esecutivo, stando così le cose, sarebbe quella di Carmela Lo Martire, assessore di fiducia del sindaco e dunque “super partes” rispetto ai partiti. A Monetti, tra l’altro, sarebbe stata contestata la scarsa presenza nelle riunioni del Pd.

Questa discussione sta, di fatto, rallentando le procedure che dovevano portare in tempi brevi al rimpasto. All’inizio della settimana prossima dovrebbe comunque svolgersi una riunione della segreteria cittadina, allargata al gruppo consiliare, per sciogliere una volta per tutte il nodo. Dopo di che, sempre la prossima settimana, dovrebbe svolgersi il definitivo vertice di maggioranza che preluderà all’effettivo rimpasto.
Di diverso tenore, invece, le questioni che si trovano ad affrontare Noi Centro e Nuovo Centrodestra, che avendo perso due consiglieri comunali rispetto ai sei iniziali, ha accettato, sottoscrivendo un accordo poche settimane fa, di rinunciare alla delega di vice sindaco e ad una delle tre società partecipate tra Energeko, Multiservizi e farmacie comunali.
E proprio su questa scelta si sarebbero “incartati” i centristi, con varie correnti interne a sostegno dell’uno o dell’altro amministratore. Proprio per questo, pare che sarà richiesta la “mediazione” del coordinatore regionale vicario di Ncd Massimo Ferrarese. I centristi dovrebbero, nei prossimi giorni, incontrare il sindaco Consales e prospettargli le loro difficoltà a lasciare la guida di una partecipata.

A quel punto, le scelte possibili sarebbero due. La prima, sarebbe quella di mantenere tutte e tre le partecipate e rinunciare ad uno dei due assessorati, cosa che penalizzerebbe Roberto Rizzo, in corsa per il secondo posto dei centristi nell’esecutivo. La seconda, invece, potrebbe essere quella di approfittare della rottura tra il sindaco e l’amministratore unico della Multiservizi Francesco Arigliano, dopo che il Tribunale ha emesso a favore della società e contro il Comune dei decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi riguardo ai crediti vantati dalla partecipata nei confronti del socio unico. Una scelta che, come dimostra la lettera inviata dal sindaco ad Arigliano, proprio non è andata giù a Consales. Intanto, però, il capogruppo di Noi Centro Toni Muccio chiede di fare presto.
«Non vogliamo - dice - dare ultimatum, ma sinceramente non si può più aspettare. Entro una decina di giorni, bisogna chiudere. Abbiamo avuto notevoli difficoltà a far digerire i sacrifici che faremo. Ora, se qualcuno tentenna, senza entrare nelle “case” altrui, rimettiamo tutto in gioco. Vogliamo tornare a discutere delle cose che servono alla città».
Venerdì 04 Luglio 2014 alle 10:03
Ultimo aggiornamento: 10:03