Il consulente della Procura accusa
"Cerano contaminata dal carbone"
BRINDISI - Sono state le polveri di carbone della centrale disperse dai venti a contaminare i terreni di Cerano, a portare la cenere fin dentro le case, a far sì che i livelli di inquinamento fossero ben superiori a quelli dovuti al traffico.

Lo dice il consulente della Procura di Brindisi chiamato a testimoniare in aula nel processo a carico dei dirigenti del colosso energetico sulla dispersione di polveri di carbone intorno alla centrale Enel Federico II.

L’avvocato difensore dell’azienda, il legale Tommaso Marrazza, ha sollevato una eccezione di nullitÓ che potrebbe ribaltare le sorti del processo in corso: secondo il difensore le modalitÓ di prelievo dei campioni sono state effettuate secondo una procedura del tutto irrituale, dunque vanno cassate. Il Tribunale si Ŕ riservato di stabilire se l’eccezione sia fondata oppure no nella prossima udienza, fissata per il 30 giugno.
Mercoledì 18 Giugno 2014 alle 20:40