Sbarcati a Taranto 1300 profughi sudanesi e siriani in fuga dalla guerra. Ricoverati due ustionati
TARANTO - Ultimate poco dopo mezzogiorno al porto mercantile di Taranto le operazioni di sbarco dalla nave Etna di circa 1.300 migranti tratti in salvo ieri nel Mar Mediterraneo nell'ambito dell'operazione 'Mare nostrum'.

Sono quasi tutti profughi siriani e sudanesi, tra cui un centinaio di donne e una decina di neonati. Così come accaduto nel maggio scorso, anche in questa occasione il transito a Taranto dei migranti dovrebbe essere temporaneo. Dopo poche ore di permanenza nel capoluogo ionico sarà disposto il trasferimento verso città del nord con treni e bus.

Al porto mercantile è stato allestito un presidio medico avanzato, con posti letto, due ambulanze medicalizzate e due infermierizzate dell'Asl, per far fronte ad eventuali emergenze visto che erano stati segnalati dei casi di scabbia. Sul posto si sono recati anche il presidente dell'Autorità portuale Sergio Prete e il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno.



Ci sono 400 nuclei familiari. Per la maggior parte, i migranti sono uomini, c'è poco più di un centinaio di donne e 130 minori, 20 dei quali neonati. Alle operazioni di sbarco erano presenti mezzi e uomini della Marina militare, delle forze dell'ordine e delle associazioni di volontariato. Al presidio medico allestito dal 118 sono stati accompagnati diversi passeggeri che hanno accusato malori durante il viaggio o che si sono feriti durante la fuga dal loro paese.

Molti migranti erano disidratati e, secondo quanto emerso dalle visite, affetti da ipertensione arteriosa. La Croce Rossa ha messo a disposizione 10 ambulanze, 2 autovetture e un mezzo di logistica, oltre a personale medico e infermieristico. Anche il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, è intervenuto nelle vesti di pediatra per assistere i bambini, apparsi decisamente provati dalla drammatica esperienza.

Oltre al PalaRicciardi (sono già arrivati più di 200 i profughi), all'ex asilo Baby Club (dove hanno trovato ospitalità mamme e bambini) e a quattro alberghi, vengono utilizzati come strutture di accoglienza il centro sociale Lisippo del rione Tamburi, l'ex mercato ortofrutticolo di via Orsini e locali in uso alla Parrocchia Corpus Domini e all'associazione di volontariato Abfo (Associazione benefica Fulvio Occhinegro). Una parte di migranti, oltre un centinaio, sarà trasferita in altri comuni pugliesi. È già scattata, intanto, una gara di solidarietà fra i tarantini per rifornire le strutture di acqua, cibo e vestiti.

IL PARTICOLARE. C'erano anche due ustionati gravi sbaracati dalla nave Etna. Si tratta di un ragazzo di 16 anni e di un giovane di 26 anni. Sono stati trasferiti all'ospedale Perrino di Brindisi con ustioni di secondo e terzo grado alle gambe. Si sarebbero provocati le bruciature mentre travasavano del carburante per il barcone utilizzato per il viaggio della speranza. Ora sono in prognosi riservata. Le posizioni di alcuni magrebini sono al vaglio della polizia. Si sospetta possano essere degli scafisti. Un dubbio, per ora nulla più, che però si intende riscontrare con i dati in possesso degli specialisti dell'ufficio stranieri.

LA POLEMICA. «Abbiamo accompagnato a Roma i migranti perché sono stati loro stessi a chiedere di essere destinati lì. Non avevano le scarpe? Mi sembra strano visto che ne abbiamo date 400 paia». Così il vice sindaco di Taranto Lucio Lonoce commenta la denuncia di un'agenzia per i rifugiati, secondo la quale un bus messo a disposizione dal Comune di Taranto ha accompagnato a Roma e 'abbandonatò in un parcheggio un gruppo di migranti sbarcati ieri nel porto ionico da nave Etna. «Il Comune di Taranto - ha sottolineato il vice sindaco - non abbandona nessuno. Tant'è che ieri abbiamo dato mille pasti e per oggi ne stiamo preparando altri 1000».
Lunedì 09 Giugno 2014 alle 10:33