Criminalità, il Governo scioglie il Comune di Cellino San Marco. Aperte due inchieste
ROMA - «Al fine di consentire il risanamento delle istituzioni locali nelle quali sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, lo scioglimento del Consiglio comunale di Cellino San Marco (Brindisi)». È quanto si legge nel comunicato di palazzo Chigi.

Ci sono almeno due inchieste condotte dal Reparto operativo dei carabinieri di Brindisi in merito. Una riguarda la pubblica amministrazione ed è coordinata dalla procura di Brindisi e l'altra è sulla serie di attentati in danno del sindaco, l'avvocato penalista Francesco Cascione (eletto con il Pdl), oltre che di componenti della giunta. La commissione antimafia per l'accesso agli atti designata dal prefetto, che si è insediata il 12 luglio scorso, è rimasta per sei mesi a vagliare gli atti e l'attività amministrativa del Comune.

Il 4 febbraio scorso i carabinieri, su delega della pm di Brindisi Antonio Costantini hanno acquisito al municipio una ingente mole di documentazione. L'attività dei commissari antimafia nominati dal prefetto si è conclusa nel dicembre del 2013, quando è stata inviata una dettagliata relazione al Viminale. Molte polemiche, inoltre, ha suscitato durante la consiliatura di Cascione il doppio ruolo del sindaco, che è anche avvocato penalista e ha difeso in processi in corso elementi di rilievo della Sacra corona unita.

«Sono tranquillo, non ho mai ricevuto avvisi di garanzia fino a oggi, di certo non dalla Direzione distrettuale antimafia, sono certo di aver amministrato in modo pulito e per questo intendo impugnare dinanzi al Tar il provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale». È quanto afferma l'ormai ex sindaco di Cellino San Marco (Brindisi), Francesco Cascione, avvocato penalista, dopo la decisione persa ieri sera dal Consiglio dei ministri per condizionamenti mafiosi nell'attività amministrativa.

«Rivolgo un appello al ministro Alfano - ha aggiunto - Accetto con serenità questa decisione, ma a questo punto vorrei conoscere il nome dei responsabili degli attentati a me rivolti, alla mia famiglia e a esponenti politici della mia maggioranza». «Se dovessi essere ricandidabile alle prossime elezioni non mi tirerei indietro» ha spiegato all'Ansa. «Attendo di conoscere - ha concluso - le motivazioni della deliberazione del Consiglio dei ministri».
Venerdì 18 Aprile 2014 alle 22:17