Buste con polvere bianca a Foggia, scoperto il presunto autore
FOGGIA - Agenti della Digos della questura di Foggia hanno individuato e denunciato a piede libero il presunto responsabile dell'invio di buste contenenti polveri sospette di colore bianco recapitate ai vertici istituzionali ed amministrativi della città.

Si tratta di un pensionato di 63 anni, B.G., con precedenti per reati contro la persona e, negli anni giovanili, - fanno sapere gli investigatori - vicino ad ambienti della sinistra extraparlamentare. L'uomo, rintracciato dagli agenti, alla fine ha ammesso di essere stato lui a redigere scritti e di averli inoltrati, con l'aggiunta di polvere inerte – borotalco, secondo quanto egli stesso ha raccontato – al prefetto, al sindaco e al Comando dei vigili urbani di Foggia.

Le indagini della Digos sono partite qualche giorno prima del rinvenimento presso l'ufficio postale di via Motta della Regina di due lettere, contenenti polveri sospette, indirizzate a prefetto e sindaco della città. Gli investigatori avevano tratto elementi utili per l'identificazione dell'autore delle missive, anche grazie ad una busta contenente più fogli scritti al pc e accompagnata da polvere bianca, trovata nei presso di un comitato elettorale di corso Giannone.

Il plico era stato consegnato aperto agli agenti, con qualche traccia di polvere bianca profumata, e questo ha consentito di analizzare i contenuti dello scritto indirizzato alle autorità locali. Scritti che richiedevano attenzione e intervento sul tema della disciplina e del controllo degli ambulanti nell'area prospiciente l'abitazione del denunciato. L'arrivo della lettera inviata ai vigili urbani è risulta determinante per la verifica del documento perchè la busta è stata aperta ed è stato possibile fotografarne il contenuto che, oltre alla polvere bianca, è risultato costituito anche da un volantino identico a quello rinvenuto nei giorni precedenti presso il comitato elettorale.

Dopo una perquisizione nell'abitazione del pensionato, gli agenti hanno sequestrato il pc con i files contenenti i testi delle missive. «I primi risultati scientifici – ha chiarito il dirigente della Digos Antonio Dintrono – escludono la presenza della molecola dell'antrace». L'uomo è stato denunciato per procurato allarme ed interruzione di pubblico servizio.
Venerdì 11 Aprile 2014 alle 17:59