Brasiliana uccisa nel centro estetico:
l'amante, in cella, nega il delitto
BARI - L'amante di Bruna Bovino, la 29enne di origini brasiliane uccisa nel centro estetico di Mola di Bari il 12 dicembre 2013, è stato arrestato dai carabinieri. L'uomo, Antonio Colamonico, è accusato di omicidio volontario. Il cadavere fu trovato carbonizzato. La 29enne fu colpita al capo e al volto e, successivamente, con un paio di forbici alla nuca, al collo e al torace e infine fu strangolata. Colamonico, sposato, aveva una relazione con Bovino: il giorno del delitto aveva detto alla donna che voleva troncare il rapporto.

L'uomo ha negato di aver ucciso la sua ex amante durante l'interrogatorio di garanzia nel penitenziario barese e ha risposto alle domande del gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola. Le escoriazioni sulla mano - avrebbe spiegato in sintesi - se le sarebbe procurate dando un pugno al pavimento dopo aver saputo della morte di Bruna Bovino.

Stando alla sua ricostruzione quelle lesioni non erano ustioni provocate dall'incendio appiccato dopo il delitto, come sostenuto dall'accusa. Sulla presenta di tracce di dna dell'indagato all'interno del centro, Calomonico si sarebbe giustificato spiegando che passava molto tempo in quel luogo con la ragazza.

L'accusa sostiene invece che «le lesioni sulle mani di Colamonico (ustioni e graffiature) sono risultate per un verso compatibili con l'incendio cagionato nella fase finale dell'azione delittuosa nel tentativo di cancellarne le tracce e, sotto altro profilo, riscontrate dall'estrapolazione dalle unghie della vittima». Questa circostanza, secondo gli inquirenti, «accredita un vano tentativo di difesa».

Altro elemento rilevato dagli inquirenti è quello riguardante la traccia di sangue trovata nel bagno del centro estetico, sulla mensola dello specchio. Secondo la Procura sarebbe «compatibile con le operazioni di lavaggio delle tracce di sangue - proprio e della vittima - eseguite all'interno del bagno, dopo la consumazione dell'omicidio». Il corpo della vittima, infatti, fu trovato carbonizzato dopo essere stato colpito - hanno ricostruito le indagini - prima al capo e al volto e successivamente, con un paio di forbici, alla nuca, al collo e al torace, e infine strangolata.
Mercoledì 09 Aprile 2014 alle 16:30