Dalla nascente propaganda socialista fino ai processi contro gli scioperanti

Il dramma sotico sulla Boje è in due atti e un quadro finale. Nel primo atto, si vedranno gli sviluppi della nascente propaganda socialista all'interno del proletariato polesano e poi la presa di coscienza di uno sfruttamento eccessivo da parte del padronato agrario, che sfocierà nel grido collettivo insieme di speranza e di disperazione della “Boje”
Nel secondo atto, figureranno i processi fondamentali, quelli di Castelgugliemo e il processo dei “21”, per i fatti di Lama.
La regia è stata affidata a Claudio Moretti; alla relizzazione scenica hanno contribuito in maniera incisiva anche gli aiuto-registi Walter Sigolo e Nadia Poletti.
Gli attori sono di razza e alcuni di loro già avevano recitato in opere dell'Autore polesano, come Achille Ferrari, la stessa Nadia Poletti, Cristiano Cattin, Alberto Astolfi ed anche Claudio Moretti.
Anche Natalino Beraldo era stato assunto nei ruoli di primo piano, ma per un improvviso impedimento non ha potuto portare a termine il suo impegno, ed è stato sostituito da Luciano Astolfi.
La scenografia è digitale, a cura di Otello Stocco, e sarà una novità della rappresentazione.
Per il commento sonoro, Sparapan è ricorso a Berretto Frigio, che parteciperà alla rappresentazione con musiche d'epoca, con la prodigiosa fisarmonica di Walter Sigolo, la voce potente di Ferdinando Staurini e la delicatezza della chitarra di Fabio Rossi.
Lo stesso autore sarà presente nelle vesti di un agrario e in una breve apparizione poetica del quadro conclusivo.
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Giovedì 26 Giugno 2014, 05:07 - Ultimo aggiornamento: 00:00