Maraini: in Italia la società cambia sempre prima delle leggi

Maraini: in Italia la società cambia sempre prima delle leggi
źIn Italia non ci smentiamo mai. Le leggi arrivano sempre in ritardo, il pi¨ delle volte per sancire cambiamenti e rivolgimenti gi├á avvenuti da un pezzo┬╗.



Dacia Maraini, scrittrice, da sempre attenta alle battaglie civili, ricorda il 1974, quando il referendum abrogativo, meglio conosciuto come referendum sul divorzio, chiam├▓ gli italiani a decidere se abrogare la legge Fortuna-Baslini che istituiva il divorzio nel nostro Paese.

Partecip├▓ al voto l'87,7% degli aventi diritto, votarono no il 59,3%, mentre i s├Č furono il 40,7%. La legge sul divorzio rimase in vigore.



Che Italia era, quella di quarant'anni fa?

┬źUn Paese che, sul tema famiglia, era mutato ormai da tempo. Un'Italia matura, maturissima anzi. Un mare di situazioni di fatto, famiglie in cui il concetto del matrimonio infrangibile era tramontato da anni, sorpassato dai fatti, vissero l'affermazione della legge con un sospiro di sollievo. Finalmente si sarebbero sanate moltissime realt├á scomode┬╗.



Nonostante la forte presenza della Chiesa, lei afferma che la famiglia italiana era già cambiata da un pezzo?

┬źCertamente s├Č. Il famoso “contratto sociale”, che sigillava per sempre l'unione di un uomo e di una donna, era decaduto, come idea e come pratica, da almeno un decennio. Negli anni Sessanta era cominciato lo sfaldamento del monolito, poi il colpo di grazia lo aveva dato il Sessantotto, procurando mutamenti davvero pi├╣ profondi┬╗.

Come accolsero il divorzio le donne, molte delle quali, allora, non lavoravano, non occupavano una posizione professionale nella società produttiva?

┬źBenissimo. In una prima ondata di divorzi, se non ricordo male, furono pi├╣ le donne che gli uomini a chiedere di tagliare definitivamente un rapporto che non apparteneva pi├╣ al loro vissuto. Ribadisco: il decennio Sessanta-Settanta aveva sancito il tramonto dalla famiglia patriarcale, nelle quale si concepiva persino come inevitabile che dopo anni di matrimonio l'uomo di casa avesse un'amante e vivesse il rapporto con lei senza disfare quello coniugale┬╗.



Le reazioni dei conservatori e dei cattolici le ricorda veementi?

┬źRicordo un discorso di Amintore Fanfani, se non sbaglio alla radio, in cui il divorzio era descritto come una catastrofe, un elemento distruttivo che avrebbe mandato in pezzi l'istituzione cardine del Paese. Non successe niente di tutto questo┬╗.



Le donne pi├╣ legate alla tradizione si sentirono, in un certo senso, meno tutelate?

┬źIndubbiamente s├Č. Quelle che stavano in casa con i figli e dipendevano in tutto e per tutto dal marito, pensarono al futuro senza coniuge, in caso di divorzio, con terrore. Si videro, in prospettiva, sole, senza difesa, rifiutate. Senza contare che gi├á allora, in caso di separazione, le decisioni dei giudici in materia economica venivano spesso disattese. I soldi del marito e padre, insomma, non arrivavano o arrivavano con discontinuit├á. N├ę pi├╣ n├ę meno come accade ancora oggi, in un'Italia che parla solo ora di divorzio breve, con grave ritardo rispetto ai tempi in cui avrebbe dovuto farlo┬╗.

Marted├Č 13 Maggio 2014 - Ultimo aggiornamento: 15:18
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