Lazio vicina all'Europa, Reja è l'artefice
Lotito: «Se avessimo giocato subito così»

Lazio vicina all'Europa, Reja è l'artefice
Lotito: «Se avessimo giocato subito così»
Nella notte degli Oscar la prodezza acrobatica di Lorik Cana avrebbe meritato almeno una nomination. La Lazio è ripartita da Firenze a caccia dell’Europa, con una vittoria che allarga gli orizzonti di questo scorcio finale di stagione. La gestione Reja, male nelle coppe, sta funzionando in campionato e la media, di oltre 2 punti a partita, potrebbe consentire un piazzamento nelle prime 6 posizioni. Contro la Fiorentina, l’allenatore goriziano, ha indovinato le scelte: dalla conferma del discusso Marchetti, al ritorno da titolare di Cana, all’esclusione di Mauri che deve ritrovare la condizione. L’unico penalizzato è stato il giovane Keita che avrebbe meritato qualche minuto in più, per sfruttare efficacemente le ripartenze, rispetto ai coriandoli di serata che gli sono stati concessi.



I MERITI DEL TECNICO

Reja ha confermato di essere un ottimo motivatore, la sua spinta a reagire, dopo la delusione di Sofia, è stata recepita dal gruppo che ha sfoderato una gara intensa, di carattere e d’orgoglio. Quello che serviva per ritrovare gli stimoli necessari a dare un senso concreto agli ultimi 2 mesi. L’allenatore era chiamato a una scelta difficile su Marchetti e ha seguito la strada più logica e giusta: quella di mandarlo ancora in campo. E il portiere non ha tradito una seconda volta, mettendo in sicurezza il successo con due difficili parate. Anche il recupero, in extremis, di Konko si è rivelata una decisione felice perché non ha dovuto cambiare assetto della difesa. Reja potrà anche far storcere il naso agli esteti del calcio, però è un bucaniere navigato, che si fida soprattutto dei suoi elementi più esperti, che bada soltanto al sodo. E’ tornato come ”traghettatore”, portando a termine la missione in maniera positiva. Anzi, meglio di ogni rosea aspettativa.Il presidente Lotito applaude la conferma di Marchetti a Firenze e tratta quella di Klose per la prossima stagione. «Reja ha fatto bene a farlo giocare, il portiere ha superato i guai fisici dimostrando di essere sempre affidabile. Quando al tedesco, stiamo valutando la possibilità di tenerlo ancora un anno: la Lazio non ha problemi, dobbiamo trovare solo la soluzione che soddisfi entrambi». Sulla rincorsa della squadra all’Europa League, il presidente biancoceleste, deve recitare il mea culpa per il ritardato esonero di Petkovic. «Se avessimo avuto questo trend dall’inizio, sarebbe stata una stagione diversa anche perché non ho visto tanta differenza di valori tra Lazio e Juventus». Forse dimenticando gli 8 gol subiti nelle prime 2 sfide...



L’ESIGENZA DI UN PROGETTO

L’Europa è lontana appena 2 punti, 7 in meno rispetto all’ultimo periodo di Petkovic. La Lazio in rimonta può giocarsi al meglio le possibilità e domenica sarà una giornata fondamentale, in virtù dello scontro diretto Parma-Verona. In quest’ottica la sfida contro l’Atalanta assumerà un notevole valore specifico. Ma quello che interessa maggiormente ai tifosi è un progetto, valido e funzionale, per il futuro. Per anni la Lazio ha navigato a vista, sbagliando troppe operazioni di mercato, ultima quella clamorosa di Postiga. Anche senza l’Europa servirà una rifondazione con l’innesto di 8-9 elementi giovani e di qualità. Altrimenti, senza investimenti oculati, si continuerà a navigare nelle posizioni di rincalzo e questa ipotesi non piace al popolo biancoceleste che vuole tornare a sognare in grande. Reja auspica una tregua nel braccio di ferro tra Lotito e la tifoseria. «Servirebbe un po’ di buon senso, da una parte e dall’altra, chi ci rimette è la squadra che andrebbe supportata sempre». La società dovrà fare la sua parte.
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Martedì 4 Marzo 2014 - Ultimo aggiornamento: 12:44
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