Il mercato delle auto è in grave crisi
ma quello delle due ruote va peggio

ROMA - Se il mercato dell’auto in Italia ha l’acqua alla gola, quello delle due ruote sta per affogare. I dati dei primi mesi dell'anno divulgati dal Ministero confermano una tendenza drammatica nella quale non si intravede alcun segnale di ripresa. Dopo un trimestre di lacrime, le previsioni di vendite delle quattro ruote ipotizzano un 2013 che potrebbe chiudere sotto l’1,3 milioni di immatricolazioni, cioè quasi la metà rispetto all’anno record 2007 (quello prima della crisi) quando il mercato totale si era arrampicato a 2,5 milioni di unità.



A parte i volumi non confrontabili, è soprattutto dal punto di vista delle percentuali che le vendite di motocicli vanno molto peggio: nei primo trimestre sono stati consegnati 32 mila veicoli rispetto agli oltre 106 mila dello stesso periodo del 2007 e il 2013 si chiuderà abbondantemente sotto le 200 mila unità, circa un terzo delle 524 mila dell’anno record che in questo settore fu il 2000 (anche nel 2007, comunque, le targhe furono quasi 445 mila).



Addirittura peggiore la situazione nel comparto dei ciclomotori dove le vendite sono ormai molto al di sotto delle 50 mila unità l’anno. In questo particolare settore il crollo fa veramente paura: nell’intero 2012 la perdita è stata del 31,81% rispetto al 2011 (da 71.377 unità a 48.674), con nessun mese in segno positivo, solo uno non in doppia cifra (marzo) e un dicembre a -40,52%. Se in questo segmento marzo 2012 aveva dato un segnale di speranza, marzo 2013 mette i brividi: -53,88% (solo 2.202 consegne) che si aggiunge ai crolli di gennaio (-32,20%), febbraio (-29,07) e porta il totale del trimestre a -41,25% (6.170 unità).



Tornando al ben più importante business degli oltre 50 cc, i numeri sono solo leggermente migliori. Nel 2012 sono stati targati 206.422 veicoli, il 19,08% in meno rispetto ai 255.102 del 2011. In questo caso il calo è quasi identico a quello delle auto le cui consegne nel 2012 sono scese del 19,9% (l’Europa soffre meno con un -7,8% che si somma al -1,4% registrato nel 2011 rispetto al 2010). I motocicli (moto e scooter) sono invece andati decisamente peggio delle auto nel 2013 con un -23,62% a gennaio (le quattro ruote hanno fatto -17,6%), -23,67% a febbraio (le auto -17,4%) e, soprattutto, -47,8% a marzo quando le vetture hanno attenuato la loro frenata, perdendo solo il 4,9% dopo 15 mesi consecutivi di discesa a doppia cifra. Nel trimestre la perdita delle due ruote è del 36,3%, quella delle auto di un più accettabile 12,97%.



Negli oltre 50 cc, gli scooter, che hanno i volumi più consistenti (ma a marzo si sono più che dimezzati), perdono più delle moto: -56,3% nell’ultimo mese (peggio dei ciclomotori) e -42,9% nel trimestre, mentre le moto hanno registrato rispettivamente meno 31,9% e meno 24,4%. Fra gli scooter la fascia di cilindrata più in crisi è quella da 751 a 1.000 cc (-70,59% nel trimestre), seguita da quella da 501 a 600 cc (-64,78%). Nelle moto perdite più contenute, con la fascia da 251 a 500 cc addirittura in crescita (+1,41%). In relazione alla tipologia si difendono meglio le enduro (-17,21%), mentre soffrono molto le turismo, le sportive e, soprattutto, le supermotard (-42,20%).



In totale, fra sopra e sotto i 50 cc, a fine marzo sono state vendute in Italia 38.179 due ruote, il 37,2% in meno rispetto al primo trimestre 2012. «Il brutto tempo delle ultime settimane e il giorno lavorativo in meno dell’ultimo mese non giustificano certamente una situazione del genere - ha dichiarato Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma - la verità è che le nostre grida di allarme non sono state minimamente ascoltate e non hanno portato alcun provvedimento utile alla ripresa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lunedì 10 Giugno 2013 - Ultimo aggiornamento: 12-06-2013 20:23