La Nasa torna sulla Luna
e pensa a una stazione orbitante

La Nasa torna sulla Luna
e pensa a una stazione orbitante
Con la rielezione di Barack Obama, gli Stati Uniti potrebbero lanciarsi alla conquista dello spazio con una nuova grande missione umana, a 40 anni di distanza dal programma Apollo. Secondo alcune indiscrezioni, che stanno facendo il giro del mondo sulla stampa internazionale, presto l'agenzia spaziale americana potrebbe annunciare la decisione di creare una nuova stazione spaziale fuori dall'orbita terrestre e più lontano della Luna. La destinazione è L2, uno dei quattro «punti lagrangiani», che si trova vicino al lato oscuro del nostro satellite e dove le forze gravitazionali di Sole, Terra e Luna possono garantire a un veicolo spaziale una certa stabilità. Fino ad oggi nessuno uomo è mai stato così lontano nello spazio. Ed è proprio in quel punto che la Nasa è convinta che si possa «parcheggiare» permanentemente il veicolo spaziale. In questo modo si avrebbe a disposizione un punto d'appoggio da cui, teoricamente, potrebbero poi partire le future missioni con destinazioni più lontane. Un obiettivo, quest'ultimo, che l’amministrazione Obama non ha mai nascosto di voler perseguire: in progettazione ci sarebbero una missione umana sugli asteroidi nel 2025 e poi su Marte nel decennio 2030.



L’AVAMPOSTO



Inoltre,L2 è un punto molto comodo per posizionare dei telescopi spaziali, un avamposto abitato da astronauti permetterebbe anche di poter intervenire in tempo reale in casi di guasti o interventi di manutenzione ai costosi telescopi, come il futuro James Webb Space Telescope che sostituirà l’Hubble. L2 garantirebbe anche più importanti risultati scientifici. Sarebbe possibile analizzare meglio gli effetti della permanenza umana nello spazio aperto, lontani dalla protezione del campo magnetico terrestre, per studiare l’impatto in termini di salute degli astronauti di future missioni per Marte. Secondo la Nasa, sarebbe «la migliore opzione a breve termine per sperimentare l’accesso umano allo spazio profondo, sviluppare le esperienze di volo e mitigare i rischi». Da L2 si potrebbero inoltre facilmente tele-operare robot e rover sulla superficie della Luna, proseguendo l’esplorazione automatica del nostro satellite naturale.

Per arrivare fin là, gli astronauti utilizzeranno Orion, il nuovo potente veicolo spaziale che sostituirà gli Shuttle ormai pensionati e potrà essere usato per i viaggi su lunghe distanze. La navicella Orion raggiungerà l’orbita della Luna, sfrutterà il suo calcio gravitazionale e raggiungerà infine L2 a 65.000 km di distanza dal nostro satellite.



TEMPI E COSTI



Il progetto però è molto ambizioso e la sua realizzazione richiede un ingente disponibilità di risorse. All'inizio la missione L2 non dovrebbe comportare un aumento del budget della Nasa, che per l’anno fiscale 2013 è stato fissato a circa 18 miliardi di dollari. La maggior parte servirà allo sviluppo del vettore SLS, il sistema attraverso il quale verranno trasportati gli elementi costruttivi, e della navicella Orion, che inizierà la sua fase di test nel 2014 per poi realizzare il primo volo automatico nel 2017. Il primo volo con equipaggio è fissato per il 2021, e già per allora potrebbe essere fissato come obiettivo il punto L2. Quattro anni dopo, da lì gli astronauti potrebbero partire per atterrare su uno dei tanti asteroidi presenti nel nostro vicinato, prima del grande balzo verso il Pianeta Rosso. Per raggiungere questi importanti, quanto costosi obiettivi, l'agenzia spaziale americana potrebbe essere molto interessata a collaborare con partner di tutto il mondo. Già in una nota diffusa lo scorso febbraio, la Nasa ha dichiarato di essere aperta a progetti che prevedono la partecipazione internazionale. Secondo gli esperti, i primi partner potrebbero essere gli stessi che hanno partecipato alla realizzazione della Stazione Spaziale Internazionale. Questo porterebbe l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) in cima alla lista. In che modo l'agenzia europea possa essere coinvolta forse lo si potrà intuire dopo il meeting ministeriale che si terrà nel nostro paese il 20 e il 21 novembre, in cui si riuniranno tutti i paesi membri dell'Esa per definire gli obiettivi dell'agenzia spaziale per i prossimi anni.

Con o senza l'Europa la Nasa sarebbe proprio decisa a inseguire il proprio sogno spaziale, anche se nulla è stato ancora ufficializzato. Nello scorso settembre, in una conferenza, Lori Garver, deputy chief della Nasa ha dichiarato: «Andremo sulla Luna, programmeremo la prima missione per inviare uomini su un asteroide e svilupperemo un piano per portare degli americani su Marte». Secondo John Logsdon, esperto di politica spaziale alla George Washington University, l’annuncio non sarebbe stato ancora ufficializzato in attesa dell’esito delle elezioni presidenziali di alcuni giorni fa. L'eventuale vittoria del repubblicano Mitt Romney avrebbe potuto portare a una revisione dei programmi spaziali. Ora con l'amministrazione Obama gli Stati Uniti sarebbero pronti a lanciare la loro sfida nello spazio.
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Lunedì 12 Novembre 2012, 12:51 - Ultimo aggiornamento: 12:52
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