Anne Frank, la biografia a fumetti

La copertina del libro
ROMA - Anna Frank aveva tredici anni quando il papà le regalò per il suo compleanno, il 12 giugno 1942, un diario. Ne aveva quindici quando morì con la sorella Margot, marzo 1945, nel campo di concentramento di Bergen - Belsen dove le avevano trasferite da Auschwitz. Tradotto e conosciuto in tutto il mondo da quando fu pubblicato per la prima volta in Olanda nel giugno 1947, il suo famoso "Diario" adesso diventa un fumetto che "traduce" in immagini a colori quanto l'adolescente ebrea ha raccontato in quelle pagine. Soprattutto nei due anni in cui visse nascosta nel rifugio segreto di Prinsengracht 263, ad Amsterdam, una sessantina di metri quadrati divisi con altre sette persone per non essere catturata dai nazisti. Dopo un film girato a Hollywood negli anni Cinquanta e una versione teatrale, la Fondazione Anna Frank ha autorizzato una versione a fumetti per rendere il libro più accessibile a tutti, specialmente ai ragazzi, ancora di più di quella moltitudine di studenti che già lo leggono come testo scolastico.



Il graphic novel, già pubblicato negli Stati Uniti, arriva in questi giorni anche nelle librerie italiane, stampato dalla Rizzoli Lizard ("Anne Frank. La biografia a fumetti", prefazione dello storico Sergio Luzzatto, 160 pagine a colori, 16 euro). Autore del testo è Sid Jacobson, i disegni sono di Ernie Colon (insieme hanno realizzato un libro a fumetti sull' attentato dell' 11 settembre, "The 9/11 Report: a graphic adaptation", mentre Ernie Colon ha disegnato una biografia disegnata di Ernesto Che Guevara). Il volume non è soltanto una trasposizione del "Diario", è una ricostruzione accurata della vita della famiglia Frank. Inizia con il matrimonio di Otto Frank e Edith Hollander, i genitori di Anna, il 12 maggio 1925, nella sinagoga di Aquisgrana. A ritroso vediamo la vita da studente di Otto, la sua partecipazione alla Grande Guerra nell' esercito tedesco in cui sarà promosso tenente e decorato con l'ambita Croce di ferro. Nel 1926 nasce la primogenita, Margot. Anne vede la luce nel 1929, quando il mondo viene travolto dal crollo di Wall Street.



Nelle vignette vediamo scorrere la vita quotidiana e gli avvenimenti di quegli anni in Germania. Il difficile dopoguerra tedesco, l' umiliazione della sconfitta, la nascita e la crescita del Partito nazista. Infine, Hitler al potere. La dittatura. Le campagne antisemite, le persecuzioni. Otto e la sua famiglia si trasferiscono in Olanda, ad Amsterdam. Ma nel 1940 il paese viene invaso dai tedeschi e per i Frank e gli altri ebrei ricominciano le angherie, le violenze, come nel resto dell' Europa caduto sotto il tallone nazista. E' qui, a metà del libro, che la narrazione del diario di Anna si sovrappone al racconto biografico. Fino al tragico epilogo, quando per una delazione il nascondiglio viene scoperto, Anna e gli altri sette occupanti sono catturati. Moriranno tutti, tranne Otto che si salva quando, nel gennaio 1945 ,le truppe sovietiche liberano Auschwitz. Quindi la scoperta del diario, gli sforzi del padre per pubblicarlo, la sua morte a 91 anni, nell' agosto del 1980.



Come giustamente osserva Sergio Luzzatto, «è difficile aggiungere ad Anne Frank qualcosa su Anne Frank. E' difficile trovare cose - parole o immagini - che dicano sulla vittima - simbolo della Shoah più di quanto non abbia detto lei stessa nei suoi diari di giovane ebrea destinata allo sterminio... Come per Primo Levi, così per Anne Frank ogni parola in più rischia di essere una parola di troppo». Eppure gli autori del graphic novel sono riusciti a rappresentare Anna Frank, bambina felice, adolescente nascosta nell' angusta soffitta, e infine "musulmana" nell'orrore di Auschwitz e di Bergen - Belsen. Con disegni sobri, efficaci nel loro realismo. Con dialoghi scrupolosamente esatti. Che ci restituiscono l'immagine commovente di una normale adolescente, di una tipica ragazza della sua età. Quella che, mi siano concessi ricordi personali, ho imparato a conoscere nella seconda metà degli anni Cinquanta, quando, alunno di scuola media, ho letto ampi stralci del suo "Diario" nell' antologia scolastica, e poi al cinema, quando io e i miei coetanei di 12 o 13 anni ci siamo presi una "cotta" per l' Anna Frank interpretata da un' angelica Millie Perkins. Fino a una limpida e serena giornata di agosto di alcuni anni fa, quando con mia moglie ho visitato quella soffitta di Prinsengracht lungo un canale di Amsterdam, trasformata in museo: è lì che ho ritrovato Anna Frank, attraverso le foto, gli oggetti, le pagine originali del suo libro, i tanti ricordi in quelle stanzette in cui una ragazza ha vissuto come una prigioniera, confidando sogni e speranze al suo "amico" diario.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Domenica 6 Febbraio 2011 - Ultimo aggiornamento: 09-02-2011 15:50