Grande Fratello, gli espulsi si giustificano
«Nessuna bestemmia, è la “c” aspirata»

Pietro è fuori dalla casa del Grande Fratello
ROMA (11 gennaio) - Delusi, feriti, amareggiati: alla fine, Matteo, Massimo e Pietro, dopo essere stati perdonati per le loro intemperanze linguistiche, hanno dovuto dire addio al Grande Fratello. La frase pronunciata da Pietro nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, dopo aver causato la sospensione del televoto (non era mai successo), è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: Mediaset ha deciso di non tollerare più bestemmie al Gf. E i tre sono usciti per sempre dal gioco. Ma mentre per Matteo e Pietro la prima notte fuori dalla casa è stata addolcita dalla compagnia delle rispettive fidanzate, Francesca e Ilaria, Massimo, ex inquilino del Gf10 faticosamente rientrato grazie al televoto, è partito senza dare spiegazioni.



«Non ho bestemmiato - dice il 24enne senese di origini siciliane -. Ho rivisto il video su internet. Ho detto “dico maiala”, ma essendo toscano ho la 'c' aspirata. Mi scuso comunque con chi ha capito diversamente». Sulla decisione di Mediaset dice: «Lo capisco, abbiamo esagerato e bisognava dare un segnale. Dobbiamo dare il buon esempio, dato che abbiamo la fortuna di stare lì». «Non penso ci sia sotto la ricerca dell'audience», dice, anche se in effetti ieri il Gf ha vinto il prime time con oltre 5 milioni e mezzo di spettatori, segnando il secondo miglior ascolto di questa stagione.



«Siamo in un paese cattolico e quindi sulle bestemmie è giusto che si venga espulsi. Ma le tante proteste su Facebook e Youtube mi rinfrancano». «Rientrare non mi interessa - dice ancora -. Certo, preferivo un'uscita migliore. Magari se dicevo la 'c' ero ancora dentro». A questo punto ti converrebbe fare un corso di dizione, gli si fa notare. «Questo è sicuro! Almeno se voglio provare a fare qualcosa, a meno che non faccia un film con Pieraccioni...». Tanto Pietro nella casa è stato impulsivo e intemperante, quanto Matteo, 32 anni, bel fisico e sorriso irresistibile, ha dato prova di equilibrio e buone maniere. «Ho chiesto scusa dell'errore che ho fatto - dice Matteo che da 10 anni vive a Barcellona e viaggia continuamente per il mondo - anche se la mia non era una bestemmia. È un'espressione che non fa parte del mio dialetto. L'unica cosa che posso dire è che la legge vale per tutti». «Mi dispiace di essere uscito, non me l'aspettavo», confessa Matteo, modello, fotografo, promoter che si occupa di musica elettronica, oltre ad essere figlio di una catechista. «Spero che questa non sia un'etichetta troppo grande da portare sulle spalle. Ho fatto un errore e ho chiesto scusa. Spero che non sia di intralcio nel futuro lavorativo e personale. Credo di aver dimostrato sotto tanti aspetti che persona sono. Ho sempre combattuto contro la volgarità. Ma sentivo linguaggi che non meritano di stare in tv e non meriterebbero neanche di stare in strada». Ad Andrea, l'amico italo-giapponese rimasto nella casa, prima di uscire ha chiesto di «portare avanti la nostra filosofia di vita».



«Facciano il mea culpa, invece che lamentarsi e fare le vittime - commenta l'associazione di telespettatori cattolici Aiart -. La volgarità e l'assenza di una pur minima etica sono solo stratagemmi per qualche ascoltatore in più». Intanto il Codacons si rivolge all'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni per chiedere una verifica sulla sospensione del televoto.
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Martedì 11 Gennaio 2011, 17:45 - Ultimo aggiornamento: 21:59