«Smaltimento rifiuti con il “bluff” a Sava, Manduria e Lizzano»: indagati due fratelli

«Smaltimento rifiuti con il “bluff” a Sava, Manduria e Lizzano»: indagati due fratelli
Dietro ai rifiuti un “bluff”, secondo gli investigatori. Una truffa, a volersi attenere a quanto scritto dalla procura nel capo d’accusa riportato su un decreto di perquisizione eseguito nelle scorse ore dai carabinieri. 
I destinatari sono i fratelli Giuseppe e Gianfranco Cavallo, entrambi di Francavilla Fontana, il primo dei quali consigliere provinciale e comunale di Alternativa popolare. Sono indagati in qualità di legale rappresentante e impiegato della società Fer.Metal.Sud, che si occupa di stoccaggio di rifiuti. Secondo il pm Valeria Farina Valaori il presunto raggiro avrebbe riguardato l’utilizzo della “pesa” dell’azienda, che è stata sottoposta a sequestro. 
In sostanza i due avrebbero fatto figurare quantità maggiori di plastica e metallo conferiti, inducendo in errore il personale della Igeco, società sempre del comparto rifiuti che andava a portarli (per conto dei Comuni) nell’impianto di Francavilla il “multimateriale”. La finalità? Per l’accusa quello di incassare un ingiusto profitto: 200 euro per ogni tonnellata in più certificata. Approssimativamente 23mila euro in 15 giorni. Il danno? Alla pubblica amministrazione, alle casse dei Comuni che hanno rapporti, indiretti, con la Fer.Metal Sud, sempre stando alla teoria della procura. In particolare alle municipalità di Sava, Manduria e Lizzano, nel Tarantino, servite dalla Igeco che si è accorta dell’esistenza di qualcosa di anomalo e che ha formulato denuncia. I due fratelli Cavallo, sempre in concorso fra loro, rispondono anche di truffa con riferimento allo smaltimento di carta e cartone”. Avrebbero fatto figurare, in questo caso, quantità minori di materiale. Lo scopo sarebbe stato la rivendita dello stesso a un costo approssimativo di 800 euro per conferimenti effettuati in 19 giorni. 
Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Francavilla Fontana, al comando del tenente Roberto Rampino, i quali hanno già consegnato una dettagliata informativa che, insieme alla denuncia della Igeco costruzioni, ha consentito al pm di ritenere che sussista quantomeno il fumus dei reati contestati, ossia un quadro tale da rendere probabile che le irregolarità su cui sono stati condotti approfondimenti siano state effettivamente commesse. I carabinieri hanno perquisito i locali della Fer.Metal.Sud e le autovetture di proprietà degli indagati. Contestualmente è stata notificata loro una informazione di garanzia. 
 
Torna insomma sotto i riflettori l’azienda, per motivi assolutamente diversi da quelli che avevano determinato l’apertura di un’altra inchiesta giudiziaria. Il 16 gennaio scorso all’interno dell’impianto perse la vita un operaio, Francesco Leo, di appena 24 anni. Rimase schiacciato da una pressa per rifiuti che, a quanto rilevato, era stata “manomessa” con un bypass e un collegamento ritenuto “anomalo” che potrebbero aver impedito ai sistemi di sicurezza di entrare in funzione e bloccarla. Il consigliere Giuseppe Cavallo è tra l’altro di recente assurto agli onori delle cronache per aver ricevuto una busta con due proiettili e una lettera di minacce.
Anche su questo episodio sono al lavoro i militari dell’Arma che stanno cercando di comprendere se l’atto intimidatorio sia da porre in relazione con l’attività politica, con l’attività professionale o con la vita privata del destinatario.
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Sabato 16 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:59