Droga ed estorsioni: tre condanne

Droga ed estorsioni: tre condanne
Il conto è salato per tre imputati, a vario titolo, di spaccio ed estorsione: il Tribunale di Brindisi in composizione collegiale ha deciso condanne a pene fino a 9 anni e 11 mesi a tre persone coinvolte in un giro cessioni di sostanze stupefacenti scoperto nel corso di un’inchiesta sul pizzo imposto a un imprenditore. I giudici hanno condiviso l’impostazione del pm Milto Stefano De Nozza; sono stati inflitti 8 anni e 3 mesi a Roberto Mazzuti (assolto dall’accusa di estorsione), 9 anni e 9 mesi a Fabrizio Russo, difesi dall’avvocato Pasquale Annicchiarico e 9 anni e 11 mesi ad Alex Vitale Si parla dell’inchiesta denominata “Man in black”, condotta dai carabinieri di Francavilla Fontana, indagine che ha portato nell’aprile del 2015 all’emissione di sei provvedimenti restrittivi.
 
Erano usciti di scena con un patteggiamento Cosimo Lamarmora (2 anni e 10 mesi), Andrea Summa (8 mesi) mentre Cosimo Saccomanno era stato condannato a due anni al termine di un giudizio con rito abbreviato. Mazzuti, soprannominato “l’uomo nero” era ritenuto un personaggio vicino al gruppo Scu “Rogolli-Buccarella-Campana”. I militari dell’Arma avevano avvicinato la lente a un intreccio di affari sporchi, maturati tra il 2012 e il 2013, portando a termine una complessa attività investigativa culminata con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Maurizio Saso nei confronti di sei indagati, tutti di Oria. Russo, insieme a Vitale e secondo l’impostazione iniziale anche a Mazzuti, si sarebbe reso responsabile tra l’altro dell'estorsione consumata ai danni di un imprenditore edile di Francavilla Fontana, facendosi consegnare la somma di 1000 euro quale prima rata di una richiesta complessiva di 10mila euro. Da solo, lo stesso Russo, si sarebbe reso protagonista di un ulteriore tentativo di estorsione nei confronti del medesimo costruttore, pretendendo a distanza di qualche mese e sotto esplicita minaccia il versamento del resto della somma richiesta, quale “pizzo” sull'attività di due cantieri edili avviati nella periferia della città federiciana, là dove erano in corso i lavori di costruzione di alcune villette a schiera.

Nell'operazione risultavano coinvolti anche altri due giovani del posto. Entrambi, in circostanze differenti, furono bloccati dai carabinieri nel 2012, con un ingente quantitativo di droga: uno beccato con le mani su un chilo e 200 grammi di eroina, l’altro fermato nel giugno del 2012 con un carico di 1 chilo e 200 grammi di marijuana. Le indagini avevano consentito di assegnare un ruolo di primo piano a Mazzuti, il quale avrebbe organizzato i viaggi per l'attività di rifornimento della droga, avvalendosi anche della collaborazione del titolare di una falegnameria ad Oria, il cui deposito sarebbe stato adibito in quel periodo a base di appoggio per il confezionamento della sostanza stupefacente. L'attività di rifornimento della cocaina e della eroina avveniva a San Giorgio Jonico.

Nel corso degli accertamenti sono stati sequestrati 1,2 chilogrammi di eroina, 1,210 chilogrammi di marijuana, 130 grammi di cocaina e minori quantità di altri tipi di stupefacente.
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Martedì 29 Novembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 15:33