Disagi finiti, riparato il secondo scuolabus

Disagi finiti, riparato il secondo scuolabus
Dopo oltre un mese passato all’interno dell’officina di un meccanico, lo scuolabus guasto è stato riparato. Ad essere salve non sono sole le ore di lezione, ma anche quel diritto allo studio negato, almeno saltuariamente, ad alcuni alunni e studenti delle scuole elementari e medie di Francavilla Fontana. Bimbi e ragazzi che, vivendo in campagna, si erano ritrovati costretti a rinunciare ad intere giornate di studio a causa di un guasto ad uno dei due scuolabus che, ogni giorno, almeno in una situazione di normale quotidianità, effettua il giro nelle contrade della Città degli Imperiali.
La questione, piuttosto incresciosa, era esplosa qualche giorno fa, quando alcune insegnanti, stufe delle assenze dei ragazzi, avevano sbottato. «O venite a scuola – questo il succo del discorso – o rischiate di perdere l’anno scolastico». Il servizio, infatti, per circa 40 giorni è andato avanti “a singhiozzo”, con un l’unico pullman in funzione che non riusciva a soddisfare la domanda. Un disagio ben conosciuto dall’amministrazione Comunale che, come già spiegato dell’assessore alla pubblica istruzione Vincenzo Garganese, aveva cercato di tamponare “distribuendo equamente” la problematica su circa 80 studenti.

Eppure, appare impossibile parlare di “emergenza” se è vero come è vero che il pulmino era fermo ai box dai primi di marzo quando il mezzo, dopo un piccolo incidente, era finito, come da prassi, nell’officina di fiducia del Comune. Si precisa: si tratta di un mezzo vetusto, con sul groppone centinaia di migliaia di chilometri percorsi e, sicuramente, una lunga storia da raccontare. Lunga almeno quanto l’attesa per trovare un pezzo di ricambio necessario per la riparazione. Eh sì, perché il bus è così vecchiotto che trovare i ricambi non è così facile. Almeno ad un prezzo onesto. La lunga ricerca ha avuto, però, delle conseguenze. Almeno per famiglie e studenti perché, con un pulmino in meno in squadra, le corse sono state letteralmente dimezzate seguendo lo schema più logico che ci sia. Almeno secondo i piani alti di Castello Imperiali, dove si era deciso di tamponare la soluzione con la tecnica dell’alternanza. L’unico scuolabus rimasto è stato così chiamato a svolgere il servizio un giorno in alcune contrade, il giorno dopo in altre.

E si è andati avanti così per oltre un mese fino a quando, a fronte delle tante assenze accumulate, alcune maestre non avrebbero allertato alunni e famiglie sui possibili rischi. Ovvero, perdere l’anno scolastico. Solo qualche giorno fa, il pezzo di ricambio è arrivato in officina, permettendo la riparazione dello scuolabus e, quindi, il ripristino delle corse, con soddisfazione di mamme, papà e amministratori. «In realtà - ha ammesso il sindaco Maurizio Bruno - si tratta, o almeno dovrebbe trattarsi, di ordinaria amministrazione. Di certo, non c’è da esultare, ma solo da adoperarsi in modo che quanto accaduto – ha spiegato il primo cittadino – non si ripeta più in futuro». Già, ma come? Fermo restando gli anni e i chilometri accumulati dagli scuolabus e le difficoltà a reperire i pezzi ricambio in caso di gusti, tutt’altro che improbabili, la via sembrerebbe essere quella dell’esternalizzazione del servizio, come già sussurrato dagli stessi amministratori.
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Giovedì 20 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:12