Pronto soccorso al mare per allentare la pressione sui distretti ospedalieri

Pronto soccorso al mare per allentare la pressione sui distretti ospedalieri
L’estate è uno dei periodi più caldi dell’anno, per la sanità: giochi di parole e “sinestesie” forzate a parte, con l’arrivo della bella stagione, il sistema sanitario locale deve fare i conti con i flussi turistici in arrivo, in costante aumento da un po’ di anni a questa parte, almeno dalle nostre parti. Più turisti significa più casi da trattare e più casi da trattare vuol dire maggiore sforzo, sia economico che umano. Non solo. C’è poi l’aspetto del trasferimento di famiglie dagli abituali luoghi alle marine, nelle seconde case al mare o in quelle prese in affitto per qualche settimana. L’Asl di Brindisi, come ogni anno, sta mettendo a punto la rete estiva dei presìdi di soccorso che accoglieranno i potenziali pazienti in vacanza nella nostra provincia, soprattutto nelle località costiere, prese d’assalto dai forzati della tintarella ma non solo.
Dalle informazioni che giungono da via Napoli, sede della direzione generale dell’azienda sanitaria locale, pare che tutte le strutture attive lo scorso anno nelle località turistiche della costa e dell’entroterra della provincia brindisina saranno confermate anche per l’estate 2017. Con questa misura, l’Asl punta a decongestionare l’attività dei pronto soccorso degli ospedali provinciali, già normalmente sottoposti a carichi di lavoro superiori alle possibilità degli organici in servizio. In una zona turistica come la provincia di Brindisi c’è il rischio, certificato dai fatti registrati negli scorsi anni, di una moltiplicazione degli accessi ai pronto soccorso, durante i mesi estivi: col servizio previsto quest’anno come l’anno scorso si potranno smistare e gestire i codici bianchi in maniera più rapida e razionale, diminuendo i tempi di attesa medi in sala d’aspetto di tutti i pazienti. Se i codici bianchi riescono a essere trattati con una certa velocità, infatti, anche i codici verdi e i gialli, contando che i rossi, per definizione, godono di priorità assoluta, saranno gestiti più razionalmente.
 
Accanto ai pronto soccorso storici degli ospedali di Brindisi, di Francavilla Fontana e di Ostuni, ci dovrebbero essere quelli di San Pietro Vernotico e di Fasano. I punti di primo intervento estivo, invece, saranno dislocati lungo la costa adriatica: ce ne sarà uno a Campo di Mare, marina di San Pietro; uno a Lendinuso, marina di Torchiarolo; uno a Torre Canne, marina di Fasano; uno a Torre Santa Sabina, marina di Carovigno; uno a Villanova, marina di Ostuni.
In tempi di incertezza per tutto il sistema sanitario regionale, col piano di riordino che promette di stravolgere assetti ed equilibri nelle varie strutture del territorio, una certezza però rimane: la carenza di sangue durante i mesi estivi. Le associazioni di volontariato operanti nel settore con il supporto del centro trasfusionale dell’ospedale Antonio Perrino stanno producendo, come al solito, il massimo degli sforzi per sopperire all’emorragia di donatori che, per un motivo o per un altro, d’estate tendono a venire meno a un appuntamento che li vede puntuali durante tutto il resto dell’anno: certo, non si può chiedere a nessuno di rinunciare a partire o di mollare ombrellone, telo e materassino per recarsi in ospedale ma con un pizzico di sensibilità in più, tutti troverebbero una mezza giornata per compiere un gesto che può salvare una vita.

Durante l’estate, con ogni probabilità, saranno organizzate delle raccolte itineranti serali anche nei luoghi di villeggiatura per permettere anche a villeggianti e turisti di tendere il braccio, limitando spostamenti ed evitando di interrompere bruscamente le vacanze. Da un anno circa, sia l’Asl sia alcune delle associazioni di volontariato presenti sul territorio si sono dotate di un’autoemoteca, una sorta di camper attrezzato di tutto punto alla donazione del sangue, che raggiunge i donatori dove essi si trovano: se d’inverno con il mezzo si sopperisce alla carenza di punti di raccolta fissi, d’estate l’autoemoteca costituisce un’arma in più per i volontari e i responsabili del centro trasfusionale che possono bypassare il problema delle città vuote, raggiungendo quelle località che d’estate si popolano maggiormente e che, nella stragrande maggioranza dei casi, si trovano lungo la costa. Tutto questo, però, risulterà sempre insufficiente se, dall’altra parte, non si incontra la sensibilità del donatore che non dovrebbe andare mai in vacanza.
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Lunedì 19 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 20-06-2017 20:25