Spiragli concreti per Dema: sindacati convocati al Mise

Spiragli concreti per Dema: sindacati convocati al Mise
Tutti i metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil, Fismic, Ugl e Failms sono stati convocati per il prossimo 7 dicembre a Roma presso il Ministero dello sviluppo economico insieme alla Regione per un incontro su “Dema spa Campania e Puglia”. Dema è un'azienda del comparto aeronautico in crisi da oltre un anno, in particolare da quando la ex Agusta non ha più rinnovato le commesse che fino a quel momento erano state l'unico sostentamento per l'azienda. Altro non c'è scritto nell'oggetto della convocazione, ma potrebbe essere quello il luogo in cui si conclude, positivamente, una crisi che dura da oltre un anno con buona pace dei 130 lavoratori che tanto hanno tribolato ed in particolare dei circa 40 in cassa integrazione.
 
D'altra parte il percorso della crisi di Dema era già approdato al Mise. L'ultimo incontro si sarebbe dovuto tenere la scorsa estate, ma poi era stato rinviato su richiesta della stessa azienda. C'erano delle trattative in corso con alcuni soggetti e ci voleva tempo affinchè si consumassero.

Circa una decina di giorni fa era partito l'allarme da Somma Vesuviana, dove Dema ha un altro stabilimento che conta circa 500 tute blu, che la trattativa in corso con il Fondo americano Lcv rischiava di fallire. Solo pochi giorni dopo l'amministratore delegato della società Vincenzo Starace è venuto a Brindisi a chiarire la situazione e ad annunciare che l'ingresso del Fondo si dovrebbe concretizzare entro Natale. 
Ripercorriamo l'accaduto. Le Rsu e i sindacalisti campani avevano lanciato l'allarme del fallimento della trattativa utile alla società aeronautica per introitare nuove risorse, cospicue risorse che si contano in circa 6 milioni di euro. Dema era entrata in crisi da quando Agusta non aveva più rinnovato le commesse che fino a quel momento avevano garantito alla società il sostentamento. 
Era maggio quando Dema annunciò l'avvio di una trattativa con il Fondo americano Lcv. L'immissione di nuove risorse nella società aveva l'obiettivo di diversificare la produzione e ricollocare l'azienda sul mercato e così salvare stabilimenti e lavoratori. Ma il meccanismo ad un certo punto sembrava che si fosse inceppato e le organizzazioni sindacali di Somma Vesuviana fanno sapere che il Fondo si sarebbe tirato indietro in quanto riterrebbe Dema una società ad elevato rischio finanziario e lo avrebbe fatto all'ultimo momento visto che il Fondo si sarebbe dovuto insediare il 16 novembre scorso.

Il timore di un nuovo fallimento, dopo quello dell'aprile scorso con la Seri, allarma anche i brindisini. Dopo pochi giorni è arrivato a Brindisi l'ad Starace a chiarire cosa stava accadendo. «L'Ad Starace – avevano riferito i rappresentanti sindacali - ha portato una lettera che il Fondo ha inviato a Dema per comunicare di essere ancora interessato all'investimento. Era accaduto che la banca aveva chiesto garanzie che Dema aveva tardato a fornire. Ma l'empasse è superato ed entro dicembre il Fondo farà il suo ingresso in società».
Ad accrescere l'aspettativa dei lavoratori ci sono altre buone notizie. «Nello stabilimento abbiamo visto nuova attrezzatura – hanno aggiunto da parte sindacale - l'ad Starace ci ha detto che esiste già un pacchetto di ordini cospicuo sia con Bombardier che con Leonardo, la ex Alenia però, non Agusta».
E' facile immaginare che tutto questo sarà scritto nero su bianco il prossimo 7 dicembre presso il Mise con probabile sigillo da parte della Regione e dello stesso Ministero alla vigilia dell'ingresso nella società del Fondo Lcv atteso prima di Natale.
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Giovedì 1 Dicembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 16:43