Dipendenti di Leonardo sul piede di guerra: adesione quasi totale

Dipendenti di Leonardo sul piede di guerra: adesione quasi totale
Ha sfiorato il 100 per cento l'adesione dei lavoratori allo sciopero di ieri mattina davanti ai cancelli dello stabilimento ex Agusta oggi Divisione elicotteri di Leonardo. Lo sciopero, indetto dalle Rsu, ha messo in evidenza la grande preoccupazione dei lavoratori diretti che da tempo assistono all'uscita dal sito di Brindisi di macchinari e materiali che vengono trasferiti in Polonia. 
Nello stabilimento sono impiegati 430 lavoratori più i 48 con contratto di somministrazione in scadenza alla fine di dicembre. A fronte delle delocalizzazioni di macchinari e materiali che si consumano sotto gli occhi impotenti dei lavoratori, nulla è dato sapere da parte di Leonardo: se quelle lavorazioni saranno sostituite con altre, in che modo intendono compensare a ciò che si sta perdendo, in poche e chiare parole quale futuro si prevede per lo stabilimento di Brindisi.
 
A dare man forte ai lavoratori ieri mattina c'erano anche i segretari di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Ugl metalmeccanici e Fismic. «La massiccia partecipazione allo sciopero – dichiara il segretario di Fim Cisl Michele Tamburrano - ci fa ancora di più da sprone a voler capire al più presto cosa c'è nel futuro di questo stabilimento. Siamo tutti uniti nel voler dire alla Direzione di Leonardo che se qualcosa deve partire da qui, dobbiamo prima sapere cosa lo sostituisce». C'è molta attesa in effetti, per l'incontro programmato per il 5 dicembre a Vergiate in provincia di Varese dove Leonardo ha il suo quartier generale. «Chiederemo rassicurazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali – annuncia Tamburrano - altrimenti da giorno 5 intensificheremo le manifestazioni di protesta».
In attesa che l'incontro del 5 si svolga, i lavoratori mantengono lo stato di agitazione, hanno bloccato l'uscita di qualsiasi attrezzo dallo stabilimento e hanno bloccato anche le trasferte che negli ultimi mesi sono tante. «La forte adesione allo sciopero - aggiunge il segretario della Fiom Maurizio Sancesario - fa capire la grande attenzione che c'è. L'obiettivo è quello di salvaguardare lo stabilimento per il quale non abbiamo certezza del futuro. Se vediamo che senza preavvisi, si trasferiscono attrezzature e materiali, questo ci fa capire già come stano le cose. Per ora resta lo stato di agitazione, il blocco degli straordinari e delle trasferte ed il blocco della fuoriuscita di tutto ciò che riguarda l'elicottero Aw169».

Insomma, a partire da ieri i cancelli saranno sotto la stretta sorveglianza dei lavoratori che impediranno che altra attrezzatura lasci lo stabilimento. 
«Saremo molto duri il 5 a Vergiate – afferma Alfio Zaurito della Uilm - non c'è chiarezza di intenti per il futuro, c'è un disordine intellettuale impressionante, una grande confusione con direttive emesse un giorno e cambiate il giorno dopo».
Insomma, mai come questa volta e consapevoli del malessere che serpeggia tra i lavoratori ex Agusta, si ritrovano uniti. «ll livello di guardia deve essere alto – afferma il segretario Fismic Davide Sciurti - aspettiamo l'incontro con Leonardo in abito nazionale dove porteremo le ragioni del territorio brindisino ma anche quello di Grottaglie». 
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Martedì 29 Novembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 15:32