Trattengono i pagamenti Ici e Tarsu
e investono in una finanziaria
Terremoto in Comune a Terlizzi
BARI - Con l'accusa di aver trattenuto il denaro dei pagamenti di Ici e Tarsu e di averlo girato anziché sul conto del Comune di Terlizzi su quello di una finanziaria a loro riconducibile, sono stati arrestati il dirigente del settore finanze del Comune di Terlizzi, Francesca Pansini, e il presidente del Cda della società Censum, Vito Redavid, che si occupa della riscossione dei tributi comunali. I due sono accusati di peculato, tentata concussione ed abuso d'ufficio. Gli arresti sono stati eseguiti da militari della Guardia di Finanza di Molfetta sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare emesse dalla magistratura tranese. Nell'indagine è coinvolto anche l'amministratore delegato della Censum.

Somme sottratte.
Secondo l'accusa, dopo aver distratto le somme per alcuni milioni di euro - dal 2008 al 2012 - gli indagati le avrebbero investite in una finanziaria riconducibile ai dirigenti della Censum. Solo una volta che erano maturati gli interessi, il denaro arrivava al Comune, con un ritardo compreso tra i 230 e i 512 giorni. Dalle indagini dei finanzieri sarebbe emerso che i due arrestati, con la collaborazione dell'amministratore delegato della Censum, tra il 2011 e il 2012 si sarebbero appropriati dei versamenti dei tributi locali per un ammontare di circa 1,2 milioni di euro. Le somme incassate dall'aprile 2010 a giugno 2011 per 2.283.517,00 euro, sarebbero invece state fatte transitare su un conto corrente della finanziaria. Gli accertamenti della Gdf sono stati avviati nel 2008 dopo i primi casi di 'cartelle pazze', con le quali veniva chiesto ai contribuenti di pagare tasse che in realtà erano già state versate. Al Comune, inoltre, una funzionaria del settore finanze che si era accorta di alcune anomalie ed aveva informato la dirigente, venne allontanata. Sono state poi le intercettazioni telefoniche fra Pansini e Redavid a svelare l'esistenza del raggiro.
Giovedì 09 Maggio 2013 alle 16:04