Bruxelles, sventato attentato alla stazione: terrorista ucciso era simpatizzante Isis

Sarebbe potuta essere un'altra strage a firma dell'Isis nel cuore di Bruxelles, a due passi dalla Grand-Place, nella Gare Centrale ancora affollata tra chi tornava a casa e chi arrivava per la serata. Il funzionamento difettoso di una bomba artigianale fatta con gas e chiodi, e l'intervento dei militari che hanno neutralizzato Oussama Zariouh, un altro figlio di Molenbeek, l'hanno evitata.

Il Belgio però non si scompone: il governo ha deciso di mantenere invariato il livello di allerta terroristica a 3 su una scala di 4, anche se i grandi festival di musica e altri eventi pubblici hanno annunciato misure di sicurezza supplementari. La Procura federale ha ricostruito, anche sulla base delle immagini di videosorveglianza della stazione, la dinamica dei concitati attimi di terrore di ieri sera. Alle ore 20.39 Oussama Zariouh entra alla Gare Centrale, passa davanti alla biglietteria, scende la scalinata che porta all'accesso ai binari e lì, alle 20.44, fa esplodere il suo trolley, riempito di bottiglie di gas e chiodi. Dopo la prima esplosione insegue un capostazione, mentre la valigia esplode una seconda volta. L'attentatore allora risale e comincia a correre in modo minaccioso verso i militari, finendo ucciso a colpi di mitra. Nessuna cintura esplosiva, come inizialmente riferito, ma dalla perquisizione nell'abitazione del 36enne marocchino residente a Molenbeek dal 2013 e noto alla polizia solo per fatti di droga del 2016, «indizi lasciano pensare che sia un simpatizzante dell'Isis», ha riferito la Procura, secondo cui l'uomo ha anche fabbricato in casa l'ordigno esplosivo.


 

Nell'abitazione, un appartamento in una palazzina di tre piani in boulevard Louis Mettewie - una zona residenziale già al confine con il quartiere di Anderlecht e lontana dal 'centrò operativo dei fratelli Abdeslam -, gli inquirenti hanno rinvenuto infatti materiali e componenti chimici. Non hanno invece voluto fornire dettagli sugli «indizi» che lo legherebbero all'Isis, ma secondo la Rtbf si tratterebbe di una bandiera e di alcuni testi in arabo. Zariouh, secondo alcuni testimoni, ha gridato «Allah Akbar» al momento dell'esplosione della valigia. 

«Lo vedevo spesso, era sempre sorridente, salutava, sembrava tranquillo. Non avrei mai pensato», ha raccontato una ragazza belga sua vicina di casa. Ora la Procura sta cercando di capire se l'uomo abbia agito da solo o con l'aiuto di complici o su istigazione di qualcuno, ma al momento non sembrerebbe rientrare nella cellula che ha agito a Parigi e Bruxelles. L'uomo, secondo il quotidiano 'La Dernière Heurè, non era più attivo sui social da ormai un anno, dove le foto lo mostrano da solo in selfie scattati in auto. «Il peggio è stato evitato», ha dichiarato il ministro dell'Interno Jan Jambon, mentre il governo belga ha riconosciuto l'efficacia del sistema di sorveglianza. Che però è stato subito rafforzato: primo test, il megaconcerto dei Coldplay e il vertice Ue di domani, dove in agenda c'è proprio il terrorismo.
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Martedì 20 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 22-06-2017 19:12
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