Mesagne, siringhe nell'immondizia
netturbini costretti alle analisi
MESAGNE - Sono sul piede di guerra gli operatori ecologici di Mesagne a causa di due problemi riscontrati sul posto di lavoro. Il primo è che nelle ultime ore due netturbini hanno fatto ricorso alle cure mediche dopo che si sono punti con degli aghi intrisi di sangue lasciati impropriamente, e senza protezione, nei sacchetti della raccolta indifferenziata.

Il secondo problema è di natura sindacale e riguarda la mancata corresponsione di un’indennità di disagio da pagare per i lavori eseguiti durante le giornate piovose o meteorologicamente proibitive. Su quest’ultima rivendicazione, per la verità, la Uil-trasporti ha chiarito che contrattualmente non è prevista una tale indennità. Dunque c’è preoccupazione tra i netturbini di Mesagne per alcuni episodi che si sono verificati durante gli ultimi giorni e che riguardano gli aghi delle siringhe lasciate nelle buste.

«Alcuni di noi sono dovuti andare in ospedale per sottoporsi ad analisi per accertarsi di non essere rimasti vittime di qualche particolare patologia» - spiegano alcuni operatori seriamente preoccupati da questo problema. «Inoltre - affermano - tre mesi dobbiamo sottoporci ad analisi di controllo con i costi a nostre spese. Non ci sembra giusto, qualcuno dovrebbe tutelarci anche su questo fronte». Gli aghi delle siringhe andrebbero smaltiti in specifici contenitori per la raccolta dei rifiuti speciali. È altrettanto vero che l’azienda, incaricata della gestione dei rifiuti in città, non ha mai consegnato ai cittadini questi particolari contenitori. Perciò l’utente, che non sa dove gettare gli aghi, li ha deposti nelle buste di plastica della raccolta indifferenziata. Ed è così che gli operatori ecologici quando hanno preso la busta della spazzatura, pur indossando i guanti protettivi, si sono punti le dita con gli aghi.

Per evitare questo problema l’azienda dovrebbe fornire ai cittadini dei contenitori per i rifiuti speciali e ai suoi operatori dei guanti maggiormente protettivi. Il Comune di Mesagne potrebbe mettere in atto un controllo discrezionale sulle segnalazioni dei netturbini circa il ritrovamento nelle buste degli aghi di siringhe. In questo modo potrebbero essere individuati i cittadini che non operano correttamente la differenzazione dei rifiuti. Altro problema è legato alla pioggia e a una fantomatica indennità di “disagio” che alcuni operatori avrebbero richiesto all’azienda.

Il contratto collettivo nazionale degli operatori ecologici non ha previsto una tale indennità poiché in giornate particolarmente piovose o proibitive gli operatori, in virtù della normativa antinfortunistica, non dovrebbero effettuare la raccolta dei rifiuti. Quindi in ossequio alle leggi sulla sicurezza effettuare la raccolta nelle giornate piovose è improprio. A meno che non si tratti d’interventi di estrema urgenza per la salvaguardia della popolazione.

Lunedì 23 Dicembre 2013 alle 22:21