Manifestazione a Roma
per la liberazione dei marò
ROMA - È partita da Piazza Bocca della Verità a Roma la manifestazione per chiedere l'immediata liberazione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri di Marina trattenuti in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori del Kerala. In testa al corteo i familiari dei due militari italiani, tra cui Vania, moglie di Girone, e Paola, consorte di Latorre, davanti agli striscioni "Liberi subito" e "Non vi lasceremo soli". Al corteo stanno partecipando, sotto la pioggia, alcune centinaia di persone, tra le quali molti militari in divisa che sono accorsi da tutta Italia per manifestare la loro solidarietà. Spiccano i cappelli con la penna degli alpini, ma anche i copricapo dei bersaglieri e una grande rappresentanza di paracadutisti. Tra la gente decine di tricolori e striscioni con scritto "Trieste pro patria", "Per l'onore d'Italia liberi subito", "Brindisi per i suoi marò", "Leoni del San Marco solidali con i nostri fucilieri". Prima della partenza i militari hanno intonato più volte l'Inno di Mameli. La fine del corteo è prevista a Piazza Ss.Apostoli.

La moglie di Girone. «Speriamo di rivedere i nostri cari a Natale. Se non riusciranno a essere a Natale qui, andremo noi da loro». Lo ha detto Vania, moglie del marò Salvatore Girone, al termine del corteo a Roma per la liberazione del marito e del collega Massimiliano Latorre, trattenuti in India. «Salvatore è sereno e forte - ha aggiunto - siamo pronti a supportare e a trasmettergli forza affinchè si arrivi alla fine». Visibilmente commossa, era presente anche la madre di Girone: «Sono contenta che siano tutti assieme a noi - ha detto - ma come mamma lo voglio a casa. Sono stanca». «È bellissimo vedere quanta gente gremisce questa piazza - ha detto poi Paola, fidanzata di Latorre - Abbiamo impiegato tante energie, giorni e notti insonni davanti al pc o a fogli bianchi, per organizzarla. Non possiamo dimenticare, Massimiliano e Salvatore, il vostro sguardo quando la scorsa settimana parlavate con i vostri colleghi del vostro lavoro con un'enfasi che lasciava trasparire tanta passione per l'essere militari che non è solo indossare una divisa ma credere negli ideali. Per voi non vogliamo più una vita alla finestra - ha concluso - ma da protagonisti. Oggi siete con noi».
Sabato 23 Novembre 2013 alle 17:37