Rigassificatore a Brindisi: ratificato
l'atto di recesso della British
BRINDISI - Si è chiusa la partita sul rigassificatore di Brindisi. Il comitato portuale ha approvato infatti la ratifica dell'atto di recesso della Brindisi Lng, controllata da British Gas, dalla realizzazione di un rigassificatore in località Capobianco, nel porto esterno della citta' pugliese. Brindisi Lng il 28 gennaio scorso ha comunicato il recesso dall'accordo sostitutivo di concessione demaniale marittima dell'area su cui è stata realizzata una colmata e che poi, per effetto di un processo penale, è stata confiscata in primo grado. In virtùdella delibera del comitato portuale, l'area di Capobianco e le opere già realizzate passeranno al Demanio, ramo Marina mercantile.

Il provvedimento chiude la partita,
in quanto British Gas, che ha già fatto sapere di non essere più interessata al rigassificatore, avversato dalle istituzioni locali, non avrà più un'area a disposizione, anche qualora la confisca non dovesse essere confermata negli altri gradi di giudizio. L'iter autorizzativo per la realizzazione del rigassificatore fu avviato nel 2002 e finì subito sotto la lente della magistratura brindisina. L'area è sottoposta a confisca sulla base della sentenza di primo grado del processo che si è celebrato a Brindisi e che si è concluso il 13 aprile 2012 con la prescrizione delle ipotesi corruttive, ma con il riconoscimento del reato di occupazione abusiva di suolo demaniale.

La decisione di lasciare Brindisi
era già stata annunciata nel marzo 2012 dall'amministratore delegato per l'Italia, Luca Manzella. Nel comitato portuale di oggi, inoltre, con 15 voti favorevoli e un solo astenuto è stato nominato il nuovo segretario generale dell'Ente che sarà l'ammiraglio Salvatore Giuffrè che resterà in carica quattro anni.
Domenica 17 Novembre 2013 alle 18:10