A San Pancrazio la moglie di Riina
si indaga su un "patto" tra mafia e Scu
SAN PANCRAZIO - Un possibile sodalizio tra mafia e Sacra corona unita? Sarebbero alcune parole pronunciate dal Capo dei Capi Totò Riina a farlo temere, alimentate poi dalla presenza della figlia del padrino Maria Concetta a San Pancrazio Salentino, dove risiede.

Sede che presto
potrebbe vedere anche la presenza della madre, Ninetta Bagarella. Ovviamente la figlia del capo di Cosa Nostra non ha nulla a che fare con eventuali patti, è una donna libera e ben integrata nella comunità di San Pancrazio.
A dare notizia di “accordi” malavitosi sono stati alcuni giornali siciliani, scrivendo che “l'intelligence antimafia sarebbe concentrata su alcuni messaggi inquietanti (forse in codice) che Totò Riina avrebbe rivolto ad alcuni suoi familiari, e che lascerebbero presagire il coinvolgimento del corleonese nell'avvio di una nuova strategia della tensione contro i magistrati siciliani, in alleanza con la Scu».
Attenzione che sarebbe emersa dopo che alcuni magistrati di Caltanissetta (partendo dalle indagini su una lettera anonima che lo scorso 26 marzo allertava la procura di Palermo) hanno puntato l'attenzione su una frase in particolare: “La Juve è una bomba”. Una frase che non appare pertinente al tema del colloquio tra alcuni familiari che avevano raggiunto il capo di Cosa Nostra presso il carcere milanese di Opera. Tanto più perché Totò “u curtu” è tifoso del Milan. Parole che sono state passate al setaccio dagli investigatori, non senza mettere in evidenza una possibile ripresa della linea stragista da parte della mafia siciliana con alcuni capi della Sacra Corona Unita.

Inoltre, in un altro colloquio,
Totò Riina avrebbe messo in guardia dopo aver pronunciato altre frasi, del tipo: «State attenti. Difendetevi». Partite le indagini, alcuni pm sarebbero poi arrivati a mettere insieme mafia e Scu dopo aver scoperto che nel carcere dove il padrino è recluso dal 2003 tutti i soggetti messi ultimamente in socialità con lui appartengono alla Sacra Corona Unita. Un caso, la sua vicinanza alla Puglia, che si allargherebbe anche al fatto che la figlia primogenita, la 37enne Maria Concetta, si è stabilita dal marzo 2012 a San Pancrazio Salentino. Paese in cui anche la madre, Ninetta Bagarella, starebbe valutando un definitivo trasferimento dalla Sicilia.
«Da queste parti ci troviamo bene», ha sempre detto la donna alla gente che vive a San Pancrazio. Il primo della famiglia a giungere in paese era stato il marito Tony Ciavarello che nell'autunno del 2011 aveva trovato casa proprio nel centro del paese: un modesto appartamento, non lontano dal Municipio. La famiglia si era poi congiunta dopo le operazioni di trasloco. Movimenti, quelli della famiglia Riina, che sono sempre rimasti sotto i riflettori della magistratura ed in particolare della Direzione nazionale antimafia. Famiglia che con l'arrivo di Ninetta Bagarella potrebbe ora allargarsi e forse creare altre polemiche. Tanta era comunque già stata la sorpresa per la comunità brindisina che in merito non ha mai espresso commenti pubblici, non parlando volentieri del caso.
Il perché di questa residenza allargata? Anche su questo giudici e investigatori sono allertati.
Mercoledì 09 Ottobre 2013 alle 23:33