Bari, bancarotta fraudolenta
per cooperativa di servizi portuali
Arresti e denunce
BARI - Personale del nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari ha notificato sette ordinanze di custodia cautelare nell'ambito di una inchiesta per bancarotta fraudolenta nella gestione della cooperativa Multiservizi portuali di Bari. Gli indagati sono accusati, oltre che di bancarotta fraudolenta, anche di avere sottratto al pagamento delle imposte circa 600mila euro. I finanzieri hanno sottoposto a sequestro beni mobili ed immobili per un valore di oltre 1 milione di euro.

Le misure cautelari sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari nell'ambito di un più ampio procedimento avviato dalla Direzione distrettuale antimafia sulla gestione, da parte della cooperativa Multiservizi Portuali, di servizi di varia natura all'interno dello scalo marittimo di Bari. Secondo l'accusa, l'amministratore di fatto della cooperativa, Nicola Columbo, in concorso con i suoi più stretti collaboratori e familiari, avrebbe ideato e realizzato un progressivo depauperamento economico e patrimoniale della società per evitare di pagare ingenti somme dovute all'erario, calcolate in 600.000 euro al netto di interessi e sanzioni. Il sistema sarebbe stato realizzato attraverso il sistematico svuotamento delle casse sociali (con costanti prelevamenti e distrazioni di disponibilità finanziarie per un ammontare di oltre euro 500.000), e con l'arbitrario riconoscimento di ingenti aumenti di stipendio allo stesso Columbo ed ai suoi più stretti familiari. Tutto ciò sarebbe avvenuto attraverso la creazione di un'altra società la 'Port Parking' solo apparentemente distinta dalla cooperativa. Secondo i finanzieri, infatti, sebbene la rappresentanza legale della Port Parking, così come quella della Multiservizi, risulti essere stata fittiziamente attribuita a terzi, Columbo avrebbe continuato a gestire di fatto entrambe le imprese. I sequestri riguardano cinque appartamenti a Bari, Torre a mare, Triggiano, Modugno e Casamassima, quattro autovetture, un motociclo, quote societarie, nonché conti correnti bancari e postali e polizze assicurative per un valore di oltre 1 milione di euro: si tratta della somma equivalente all'ammontare delle imposte non versate all'erario (600.000 euro) e dei relativi interessi e sanzioni.
Venerdì 04 Ottobre 2013 alle 11:54