Ilva, l'annuncio di Zanonato
«Arriva il decreto per il gruppo Riva»
TARANTO - Giornata di stand by con note di giallo per le vicende di Riva Acciaio. Il governo sembra infatti in accelerazione per mettere nero su bianco un decreto, tanto che il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, annuncia in mattinata un Cdm ad horas, ma il summit dei ministri in realtà non si tiene mai. E dalla Federacciai parte l'allarme emergenza sociale e la richiesta di un decreto immediato che ponga rimedio alla paralisi dei sette stabilimenti del colosso dell'acciaio. «Questo pomeriggio c'è un appuntamento molto importante in consiglio dei ministri a Roma: approveremo il decreto sulla Riva Acciaio».
Annunciava agli industriali di Parma questa mattina il ministro dello Sviluppo. E forniva anche spiegazioni e dettagli: «con la norma che approveremo questo pomeriggio, se avviene un sequestro, deve avvenire tutelando l'attività produttiva». Si tratta «prima di tutto - precisava ancora - di un provvedimento utile per i lavoratori che operano negli stabilimenti ma anche per i fornitori, ma è alla fine un'azione a tutela di tutti, anche dei proprietari perchè non serve a nessuno un'azienda morta».

Ma nonostante l'annuncio di Zanonato, nelle prime ore del pomeriggio da Palazzo Chigi fanno sapere che il consiglio dei ministri non è stato ancora convocato. Torna allora alla carica Federacciai. «L'approvazione del decreto, annunciato dal ministro Zanonato e cosiddetto 'Decreto Riva Acciaiò, è di estrema urgenza» ribadisce Antonio Gozzi, presidente dell'associazione, che aggiunge: «la paralisi dei sette stabilimenti di Riva Acciaio sta comportando un costo economico e sociale ormai pressochè insostenibile». Gozzi ricorda tra l'altro che ci sono «1.400 addetti senza lavoro, fornitori e clienti sull'orlo della chiusura delle loro attività». Per questo «bisogna che gli impianti della Riva Acciaio riprendano a funzionare in tempi rapidissimi e per questo contiamo sul senso di responsabilità e la sensibilità del Governo». Naturalmente, aggiunge, «ci saremmo augurati che non si dovesse giungere a questo decreto straordinario», tuttavia «nelle more dell'emergenza economica e sociale, crediamo che il decreto possa rappresentare comunque la soluzione più immediata e dunque efficace». Dal Governo, intanto, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ribadisce con forza che, «come Forza Italia, non accetteremo un altro commissariamento che espropri ulteriormente le imprese, che vanno tutelate e difese».
Lunedì 23 Settembre 2013 alle 11:50