Omicidi, rapine ed estorsioni
24 arresti nel Foggiano
FOGGIA - I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Foggia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Bari, nei confronti di 24 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione di armi ed altri delitti aggravati dalle finalità mafiose. Al centro delle indagini le "batterie" della "Società foggiana", responsabili di efferati omicidi, rapine, estorsioni e di una diffusa infiltrazione del tessuto economico del capoluogo dauno.

La mafia foggiana ha un ruolo sempre più significativo nel panorama criminale nazionale e ha sviluppato meglio la capacità di associare ad un controllo del territorio di tipo militare una vocazione affaristico imprenditoriale. È quanto emerge - secondo gli investigatori - dalle indagini dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Foggia sulle 'batteriè della Società foggiana che stamani hanno portato all'arresto di 23 persone (17 in carcere, 6 ai domiciliari) mentre un'altra ha ottenuto l'obbligo di dimora. In tutto sono 78 gli indagati, quattro dei quali morti nel corso delle indagini (spiccano i nomi dei capi mafia Giosuè Rizzi e Michele Mansueto, uccisi in agguati). Le accuse contestate a vario titolo sono di associazione mafiosa, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona a scopo estorsivo, detenzione e porto abusivo di armi e di materiale esplodente, danneggiamento, violenza, riciclaggio, ricettazione e lesioni personali. La Dda di Bari ritiene di aver ricostruito l'organigramma della 'Società foggianà, la sua evoluzione e, soprattutto, la sua capacità di assoggettamento esterno particolarmente efficace e penetrante. Esempi di questa capacità sono i numerosi fatti di sangue verificatisi a Foggia nell'ultimo quinquennio, gli assalti ai portavalori, la capacità di interfacciarsi con altre organizzazioni criminali, come il clan dei Casalesi, fino all'imposizione del 'pizzò e alle infiltrazioni nel tessuto socio-economico con le imposizioni ai danni delle aziende municipalizzate e nelle cooperative di servizi. «Quella di oggi - ha detto il procuratore di Bari, Antonio Laudati - è un'operazione che costituisce l'approdo più importante di quel percorso investigativo che ha caratterizzato il contrasto giudiziario alla mafia foggiana e consente di ricostruire storicamente quelli che sono i passaggi della mafia a Foggia e il riconoscimento contestuale della mafiosità dei fenomeni. Credo che questo sia un primo passo importante per la conquista della legalità sul territorio perchè è il segnale positivo viene soprattutto dalla costruzione di un'antimafia sociale, antiracket, imprenditori che collaborano, la marcia della legalità». «La Società foggiana - ha spiegato il comandante del Ros, generale Mario Parente - ha dimostrato negli ultimi anni di aver assunto un ruolo importante anche sul panorama criminale nazionale che per altro testimonia i rapporti consolidati con altre organizzazioni delinquenziali come la camorra napoletana. Ma anche la stessa mafia garganica ha contatti con qualificate componenti del narcotraffico internazionale».
Martedì 16 Luglio 2013 alle 11:47