La storia/ Giorgio, il genio leccese
ai test di Medicina: primo su 70mila
LECCE - Giorgio ha 19 anni, occhi buoni e sorriso pulito. Un ragazzo normale con una vita comune: casa, scuola, studio, amici e tante buone letture. Nessun hobby in particolare, solo una passione sfrenata per l’informatica, la tecnologia e le scienze naturali. A prima vista non incarna certo le caratteristiche del classico “secchione” cresciuto a pane e libri. Ma in questo caso l’apparenza inganna. Perché Giorgio, che di cognome fa Bianchini, appena un mese fa si è maturato al Liceo Scientifico Banzi con il massimo dei voti: 100 e lode. Primato non da poco, considerata la media bassissima di super bravi in tutto il Paese. Il vero record, però, il giovane leccese è riuscito a conquistarlo qualche giorno fa, ai test di ammissione per la facoltà di Medicina dell’Università statale: infatti, Giorgio è lo studente che in tutta Italia è riuscito ad ottenere il miglior punteggio in assoluto. Primo su tutti nella graduatoria unica nazionale (73 punti su 80) sbaragliando i 68.410 partecipanti. Ma non finisce qui.

Giorgio non ha incassato solo questo brillante risultato,
ma ha anche superato la prova di ammissione alla Scuola Normale per Biologia e sta provando il test per la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Che dire?
In questa storia di genialità c’è anche un paradosso: Giorgio, con un futuro declinato alla Medicina, avrebbe voluto fare il biologo - e non è detto ancora che non lo faccia -, per scoprire nuovi orizzonti della specie umana, animale e vegetale. «Biologia mi piace sicuramente di più, ma penso che alla fine sceglierò la facoltà di Medicina, perché è un percorso che mi assicura più certezze per il futuro» racconta il ragazzo, che ha i piedi piantati per terra e comprende bene che non si vive solo di sogni e di chimere.
La passione per quella scienza che studia le forme e i modi in cui la vita si manifesta Giorgio l’ha coltivata fin da quando era alto appena un soldo di cacio. «Ricordo che da piccolo ero affascinato all’idea di conoscere e capire come siamo fatti. La Biologia mi piace moltissimo perché studiandola ho capito l’origine della vita, penso anche a quanto ancora possa essere scoperto. Poi, col passare del tempo mi sono appassionato alle letture specializzate sulla materia».

Al Liceo l’incontro fortunato con una professoressa di Scienze - Elisabetta Vergori - che ha captato le inclinazioni del ragazzo e le ha assecondate, finché il ragazzo non è riuscito a sbocciare e a dare il meglio in quelle materie che più lo appassionavano.
I prodigi di Giorgio nel campo delle discipline scientifiche risalgono proprio agli anni del Banzi: frequentava appena la seconda classe quando fu selezionato per partecipare alle Olimpiadi internazionali di Scienze della Terra, dove vinse la medaglia di bronzo.
«Prima di approdare alla gara internazionale vinsi quella nazionale - racconta il giovane -: i quattro classificati col miglio punteggio partecipavano di diritto alle Olimpiadi internazionali ed io ero tra loro. Ricordo che la prova prevedeva domande a risposta multipla, proprio come i test per l’ammissione a Medicina».
In quarta Liceo Giorgio venne ammesso alle Olimpiadi nazionali di Biologia. «Lì, però - dice con un tono di voce da cui traspare delusione - mi classificai solo ottavo». Quest’anno, in quinta superiore, l’ultimo exploit alle Olimpiadi nazionali della Matematica, dove è arrivato terzo, aggiudicandosi di diritto la partecipazione alla competizione internazionale. «Questa volta però - dice con fierezza - ho preso l’argento».

Anche agli esami di maturità il ragazzo ha confermato la sua passione per le Scienze, tanto da preparare una tesina sulle origini della specie partendo dal Big Bang fino alla seconda guerra mondiale. Una preparazione a tutto tondo, quella di Giorgio, “condita” di letture sempre più approfondite («mi è sempre piaciuto leggere piuttosto che giocare a calcio»), nozioni sedimentate nel corso degli anni tanto da consentirgli di arrivare al test per l’ammissione all’Università senza alcuna preparazione specifica. «Qualche mese fa ho letto solo un capitolo sulla logica - confessa - e basta. Non mi sono messo a fare simulazioni perché avevo già accumulato esperienza nelle gare per le Olimpiadi, dove i test sono domande a risposte multiple, molto simili a quelle di Medicina. Se devo essere sincero, il test di quest’anno non l’ho trovato particolarmente difficile». Ai 73 punti (voto espresso in ottantesimi), che gli sono valsi il primato italiano, Giorgio è arrivato ottenendo 36,50 punti ai test di cultura generale e ragionamento logico, 14,50 punti alle domande di Biologia, infine l’en plein - con punteggio di 11 su 11 - ai quesiti di Chimica, Matematica e Fisica.

Ieri, intanto, per non perdere il posto conquistato, il giovane ha formalizzato l’immatricolazione a Pisa, ma la sua scelta non è definitiva perché potrebbe decidere di passare alla Normale, dove ha già superato la selezione, o alla Scuola Sant’Anna (sosterrà l’esame orale in questi giorni).
Tornando ai test della statale, una cosa va detta: pure Giorgio ha sbagliato qualche risposta. «Sì, le domande prettamente nozionistiche - ammette sorridendo - però mi accontento del risultato raggiunto». Alle migliaia di studenti che, invece, non ce l’hanno fatta, lo studente-prodigio suggerisce: «Quando si affronta un esame bisogna essere convinti di riuscire a superarlo, farsi prendere dall’ansia e dalla paura significa aprire la porta alla debolezza e all’incertezza». Non bisogna mai stancarsi di ripetere un mantra: «Sono sicuro delle mie capacità, sono fortemente sicuro delle mie capacità...». Provare per crederci.
Mercoledì 19 Settembre 2012 alle 12:05