iPhone 5, la rivoluzione del dopo Jobs
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ROMA - Il nuovos martphone iPhone 5 presentato ieri a Cupertino non è la semplice evoluzione di un prodotto, è una rivoluzione . Il nuovo melafonino ha uno schermo di 4 pollici – più piccolo rispetto ai 4.8 pollici del Samsung S3 ma più grande di mezzo pollice rispetto ai modelli che l’hanno preceduto. Una scelta obbligata, in linea con il mercato, ma che avrebbe fatto andare su tutte le furie Steve Jobs dedito, quasi in maniera maniacale, alla compattezza.

Il prodotto core della Apple, che secondo le analisi di JP Morgan Chase vale mezzo punto di Pil per gli Usa, è il 18% più sottile e il 20% più leggero - per facilitare l'utilizzo con una sola mano - e monta un processore A6 due volte più potente dei predecessori. I 4 pollici del display sono widescreen in formato 16:9.Altra evoluzione è Siri – il sistema di comandi vocali – che allarga il numero di lingue in cui sarà disponibile, divenendo compatibile con l’italiano, lo spagnolo, il cinese e il coreano.

Perché una rivoluzione? In primis perché Apple ha dovuto concepire un suo prodotto guardando anche alle aule di tribunale – sarebbe stato più difficile cercare conferme in appello se il nuovo smartphone della mela avesse avuto le stesse dimensioni del suo concorrente Samsung – poi perché una tendenza diffusa verso uno schermo più grande comporterà un cambiamento nella fruizione dei siti disegnati per il mobile. Ad oggi lo standard 3.5 pollici aveva costretto i disegnatori di mezzo mondo ad adattare il contenuto e la visualizzazione dei siti a un formato limitante che prevedeva una minore visualizzazione di elementi.

Nel campo delle news, ad esempio, comporta una minore offerta rispetto ad una homepage classica.
Se, come sembra, i due colossi della telefonia si stanno orientando verso formati di schermi più grandi assisteremo sempre più a una sinergia web mobile-web fisso che porterà a una loro sovrapposizione cambiando radicalmente la nostra fruizione. I tre assi lungo i quali si è mosso il web in questi anni sono stati: utilizzo via pc, con un alto tempo speso per pagina e una navigazione ipertestuale. Utilizzo via tablet d’approfondimento, poiché la navigazione tramite app non consente il passaggio da un'app all’altra.

E infine la navigazione via smartphone, figlia di un modello di fruizione legato, spesso, all’ascolto di brani musicali via Youtube o al rapido controllo di Facebook; un modello mordi e fuggi dettato proprio dalla scarsa possibilità di lettura su schermi troppo piccoli. L’iPhone 5 potrebbe con un sol balzo gettarsi alle spalle quanto creato ad ora per la fruizione web mobile e rimodellare il web a suo uso e consumo.
Sabato 29 Settembre 2012 alle 12:14
Ultimo aggiornamento: 12:14