Ospedali da chiudere, è polemica
Sindaco di Ostuni: mi dimetto
e denuncio la Regione
OSTUNI - Le polemiche non si placano. E, anzi, producono scintille: il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella (a capo di una coalizione di centrosinistra), denuncia la Regione alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica e annuncia le dimissioni. Il motivo, il piano di riordino ospedaliero varato dalla giunta guidata da Nichi Vendola e abbattuosi pesantemente sull'ospedale di Ostuni.
Le dimissioni. Tanzarella chiede le dimissioni dell'assessore regionale alla Sanità Ettore Attolini, annuncia le proprie per domani e spiega di aver già dato mandato all'Ufficio legale dell'Ente di predisporre due denunce a carico della Giunta Regionale.

L'attacco.
Scrive Tanzarella in una nota: "Finalmente sono riuscito ad avere una copia del piano, visto e considerato che, come si dice, la partecipazione, la condivisione e l’informazione che caratterizzano la Regione Puglia, reiteratamente avvengono a valle dei provvedimenti e non a monte e questo è un altro modo di governare e amministrare dal quale mi sento lontano mille miglia. Vorrei chiedere all’assessore Attolini e alla nostra Regione quale è l’organizzazione della rete ospedaliera nella provincia di Brindisi. Come si fanno a continuare a spendere soldi pubblici, 7-10 milioni di euro per ampliare, modificare e migliorare un Ospedale come quello di Ostuni e poi si continua a depauperarlo?". E ancora: “E’ possibile avere un ospedale che serve tutto un bacino nord della nostra provincia senza un reparto determinante e decisivo come ostetricia, ginecologia e la pediatri annessa?”.

I sospetti.
Le ombre, per il sindaco della Città bianca, sono di carattere politico: "Io ho l’impressione e la certezza che si continui ad agire con la motivazione nobile del risparmio e quindi del piano dei tagli ma con condizionamenti di carattere politico. Le scelte sono solo politiche nascoste dietro l’equivoco del costruendo ospedale nord, salvo che cambi anche sede e zona a secondo del tempo e della meteopatia dei singoli personaggi. in attesa di questo noi abbiamo la situazione assurda nella quale non si riesce a mettere insieme la forza lavoro di due entità come Ostuni e Fasano che potrebbero risolvere tutti i problemi. Il risultato è quello di continuare a prendere per i fondelli i cittadini e di fare delle scelte che non hanno giustificazioni sul piano di parametri medico-tecnico-scientifici ma solamente di condizionamenti e di stupidi provincialismi che non hanno senso.
Io a questo punto mi vedo costretto a prendere le distanze da un Governo Regionale nel quale non mi riconosco più assolutamente sottolinenando che nessun altro nemmeno dell’opposizione ha speso una parola per affrontare e risolvere i problemi della zona nord della nostra provincia.
Mi vedo costretto a fare quello che avevo paventato e che volevo evitare di fare e cioè denunciare alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, questa situazione per due ordini di motivi.
Intanto non si possono amministrare così i soldi prevedendo un ulteriore taglio di posti letto per far scendere Ostuni sotto i 120 posti letto con la possibilità di una futura chiusura mentre si continuano a spendere soldi per completare la nuova ala. Di questo sarà interessata la Corte dei Conti.
E poi perché non si può chiudere un reparto con un servizio così essenziale per i cittadini costringendo i cittadini di tutta la zona nord a recarsi o a Brindisi o a Francavilla quando invece gli amici di Fasano hanno a 8 km l’ospedale di Monopoli.
Se in questa provincia servono tre ospedali di riferimento: uno di eccellenza e due intermedi, non ci può essere uno di questi ospedali senza l’ostetricia e la pediatria perché, mi pare, che non sia assolutamente in sintonia con quelli che sono le linee guida e i parametri.

Scelta capotica. Tanzarella definisce "capotica" la scelta operata, e chiede all'assessore Attolini "che se non ha il senso di responsabilità e non è in grado di assumersi queste scelte e si fa condizionare, che si dimetta perché, come si dice, non è possibile continuare su questa strada.
Alla Procura della Repubblica di Brindisi e di Bari, segnalerò che senza avere consultato ne le popolazioni né tanto meno aver fatto una conferenza dei sindaci che, in fondo, sono le autorità anche sanitarie, primarie nelle loro realtà, si chiude un reparto in estate quando ci sono ancora ricoverati e quindi in questo modo, penso, sia una chiara interruzione di un pubblico ed essenziale servizio non assolutamente tollerabile". "Mi dispiace dover ricorrere a questi mezzi che sono al di fuori della politica e che ritengo, invece dover essere in grado di affrontare e risolvere i problemi, ma evidentemente alla politica oggi non si può fare affidamento visto e considerato che i comportamenti e le decisioni sono così capotiche e così arzigogolate che vanno ben al di là di quello che invece dovrebbero essere un taglio della spesa razionale e funzionale su un territorio che noi conosciamo benissimo".

La polemica politica.
"Preferisco, invece, non commentare le dichiarazioni dell’”Utile idiota” Sergio Montanaro, consigliere comunale del Partito democratico che si era affannato a far sentire la sua voce a sostegno dell’assessore Amati".
Venerdì 08 Giugno 2012 alle 18:05