FOGGIA - Un agguato a prima vista in puro stile mafioso, anche se al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista: è quello nel quale sono stati uccisi con colpi di pistola nella tarda serata di ieri Antonio Balsamo, operaio edile di 31 anni, e Francesco Saverio Castriotta, pescatore di 32 anni, entrambi di Manfredonia. I corpi dei due uomini sono stati trovati nelle campagne di Siponto. Il cadavere di Balsamo era al posto di guida all'interno di una Opel Corsa di colore nero; quello di Castriotta era a pochi metri di distanza, sul terreno, semicarbonizzato perchè l'assassino, o gli assassini, gli hanno dato fuoco dopo il delitto, e con il volto sfigurato dai proiettili. L'allarme è scattato con una telefonata al 118 nella quale si segnalava la presenza dei due cadaveri, e il personale sanitario ha subito avvisato i carabinieri, che conducono le indagini con la collaborazione della polizia. Secondo quanto accertato dai militari, per il duplice delitto sarebbe stata usata una sola arma, una pistola calibro 7,65, ma questo non esclude che all'agguato abbiano partecipato più persone. Il duplice omicidio, stando ad una prima indicazione del medico legale, sarebbe stato compiuto tra le 21 e le 22 di ieri, subito dopo che le due vittime avevano lasciato le rispettive donne (Balsamo conviveva, Castriotta era sposato). Al momento gli investigatori, che hanno ascoltato una decina di persone tra parenti e amici delle vittime, non starebbero seguendo una pista precisa per risalire agli autori dell'agguato, scandagliando sia nella vita privata di Balsamo e Castriotta, sia negli ambienti della malavita organizzata, anche se agli inquirenti non risultano legami tra quest'ultima e i due uomini uccisi.
La scena del crimine, per quanto si è appreso, era abbastanza simile a quella che, sempre a Siponto, si trovarono dinanzi gli investigatori per la "gangsteristica" uccisione, il 21 aprile 2009, dell'imprenditore Franco Romito e del suo autista, Giuseppe Trotta, in un agguato mafioso. L'ennesimo episodio di sangue in territorio di Foggia ha suscitato reazioni nel mondo politico. Polemico il deputato Pdl ed ex sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, il quale sottolinea in una nota che "il governo si è fermato, la criminalità no». «È singolare - sottolinea Mantovano - che il duplice omicidio sia avvenuto a breve distanza dal luogo nel quale qualche mese fa tutto era pronto per la consegna alla Dda di Bari di un immobile confiscato da destinare a sede distaccata sul territorio: negli ultimi sei mesi quella "pratica" è rimasta ferma, i criminali sono andati avanti». «Lo Stato deve attivarsi immediatamente per impedire che la sanguinosa ombra della criminalità torni ad allungarsi su Manfredonia e il Gargano» sostiene da parte sua l'on. Michele Bordo (Pd), il quale chiede «una reazione rapida ed efficace degli apparati investigativi».