Sarah/«Cosima temeva l'arresto
Era già con le valige pronte»
TARANTO - Maria De Santis, cognata di Michele Misseri, ricevette la visita di Cosima Serrano, accusata insieme alla figlia Sabrina Misseri dell'omicidio di Sarah Scazzi, e la donna le disse che in paese circolava la voce di un suo imminente arresto.
È stata la stessa testimone a confermarlo nel corso del processo in Corte d'assise. Maria De Santis, messa a confronto con la farmacista Maria Rosaria Carrozzo, ha poi aggiunto di aver sentito, mentre faceva la spesa, due donne che parlavano tra di loro e dicevano che «Sarah l'avevano fatta pure vomitare». Nella circostanza, la donna non è stato in grado di riferire da chi lo avesse appreso. Il particolare dei timori nutriti da Cosima Serrano era stato in precedenza riferito dalla farmacista Maria Rosaria, che aveva appunto saputo di questi timori esternati dalla signora Cosima e dalla stessa De Santis. Per la cronaca, il tenore di queste testimonianze, meglio esplicitate a dibattimento, era stato riferito durante le indagini preliminari dalle due donne il 12 maggio del 2010, prima che fosse nota l’incriminazione di Cosima Serrano per concorso nel sequestro di persona di Sarah Scazzi (ufficializzata dalla notifica dell’accertamento del Ris con prelievo del dna, ndr) e quasi quindici giorni prima che scattasse l’arresto dell’imputata su provvedimento del gip Martino Rosati.

«Era con le valige pronte». Su domanda del pm ministero Mariano Buccoliero, che nel processo sostiene l’accusa insieme con il procuratore aggiunto Pietro Argentino, una delle due donne ha spiegato meglio il senso del «timore» di Cosima Serrano: «Temeva di essere arrestata, stava già con le valige pronte». A conferma di questa circostanza, la cognata di Michele Misseri ha spiegato che la madre di Sabrina raggiunse la sua abitazione per raccomandare a lei e al marito di occuparsi dei suoi terreni, nel caso in cui lei non avesse potuto farlo «se fosse successo qualcosa».

La testimonianza di Buccolieri. Nel corso della sua testimonianza, la farmacista Carrozzo aveva peraltro spiegato che nei vari discorsi si parlava anche del fioraio Giovanni Buccolieri come possibile testimone di un episodio specifico, anche se la sua era solo una supposizione, non supportata da alcun riscontro. Di Giovanni Buccolieri e del suo «sogno-non sogno» ha parlato in aula anche un amico del commerciante Giancarlo Greco. «Giovanni Buccolieri disse anche a me di aver sognato Cosima Serrano che strattonava con forza Sarah Scazzi per farla entrare nella sua auto. Si parlò tanto di questa storia che, a un certo puntgo, appariva confuso; anche lui sembrava non riuscisse a distinguere se si trattasse di sogno o realtà». Greco, orafo di Avetrana, su domande dell’accusa pubblica si è riferito alle confidenze che gli fece l'amico fioraio. I due andarono in viaggio in Argentina nell'aprile del 2011 e al loro ritorno Buccolieri fu convocato in caserma per essere interrogato dai carabinieri. Inizialmente, Greco non ricordava di aver discusso con l'amico della scomparsa di Sarah ma poi, sollecitato dai pubblici ministeri, ha sostenuto che Buccolieri gli disse un giorno di essere preoccupato perchè gli inquirenti non credevano alla versione del sogno. Anche Greco ha esternato, per certi versi, qualche dubbio sul fatto che quello raccontato dall’amico non fosse un semplice sogno, «poichè in alcuni frangenti Giovanni mi sembrava troppo titubante». Per l’escussione di altri testi, il processo è stato aggiornato alla prossima settimana.
Martedì 15 Maggio 2012 alle 17:42