Omicidio Avetrana, la cugina di Sarah
«Non mi disse che le piaceva Ivano»
La madre del ragazzo: era sconvolto
TARANTO - Sarah Scazzi non disse mai alla cugina di San Pancrazio Salentino, dalla quale soggiornò per un breve periodo sino a due giorni prima di essere uccisa, di avere un interesse sentimentale per Ivano Russo, l'amico del quale, secondo l'accusa, Sarah e la cugina Sabrina Misseri si sarebbero invaghite.
Lo ha riferito la stessa ragazzina (che ha 15 anni), testimoniando oggi al processo per l'omicidio della quindicenne di Avetrana (Taranto), giunto alla 13/a udienza dinanzi alla Corte di Assise di Taranto.

La testimonianza. «Mi raccontò di essere stata fidanzata per un giorno con un ragazzo di 16 anni, un certo Davide, che la baciò per gioco - ha riferito la ragazzina - ma la sera stessa si lasciarono». La teste ha poi aggiunto che Sabrina ogni tanto sgridava Sarah «perché lei diceva qualche parolaccia, ma era normale». La quindicenne ha poi parlato dei profili Facebook che aveva la cugina. «Lei non conosceva le password e i profili venivano gestiti dalle sue amiche. Spesso mi diceva al telefono di entrare nel suo profilo, ma mi dava password errate. La mattina del 25 agosto decidemmo di creare un altro profilo e la password la dovevo avere io perché di me si fidava».

Quanto al rapporto tra Sarah e Ivano, la quindicenne ha sottolineato che la cugina le diceva che per lei «era un amico, che era simpatico, ma nulla di particolare. Non mi ha mai detto che gli piaceva. Decidemmo di fare un quaderno dove ognuno di noi scriveva qualcosa. Lei scrisse la mattina del 26 agosto. Scoprii che faceva riferimento ad Ivano e per me fu una sorpresa».

La madre di Ivano.
«Quando tornò a casa dopo essere rientrato dal lavoro, parlai con Ivano della scomparsa di Sarah e lui era sconvolto. Dopo aver mangiato usci' anche lui per andare a cercarla». Lo ha detto Elena Baldari, mamma di Ivano Russo, testimoniando al processo per l'omicidio di Sarah Scazzi. «Non mi parlò mai di Sarah - ha aggiunto la donna - prima della sua scomparsa, né di Sabrina, conoscevo solo Alessio Pisello. Il 26 agosto 2010 mio figlio Claudio andò al mare e Ivano rimase a casa. Nel primo pomeriggio si mise a letto e alle 17.10 lo accompagnai dal suo datore di lavoro a San Pietro in Bevagna». Elena Baldari ha riferito che lungo la strada incontrarono Alessio e una ragazza. Ivano scese e parlò con loro qualche minuto. «Risalito in macchina - ha proseguito - mi disse che era scomparsa Sarah, la cugina di Sabrina». La teste non ha ricordato se Ivano avesse il cellulare in camera mentre riposava. Ai carabinieri, quando venne ascoltata nel corso delle indagini, riferì di aver udito un messaggio vocale sul telefonino del figlio nel primo pomeriggio del 26 agosto, ma poi precisò che si era sbagliata e aveva fatto confusione con le date.

«Quando entrai in macchina per accompagnarlo al lavoro, Ivano lesse un messaggio di Sabrina e disse "mo si è persa pure la cugina" urtando il telefono sul cruscotto». Lo ha riferito Elena Baldari, mamma di Ivano Russo. Il pubblico ministero Mariano Buccoliero ha contestato alla donna sia l'orario in cui sarebbe stato letto il messaggio sia il contenuto. La donna, ascoltata dai carabinieri il 31 agosto 2010, attribuì a Ivano la frase 'Ma cosa ne so io della cugina, io non sono uscito da casa'. La Baldari ha poi raccontato del giorno in cui ricevette la visita di Michele Misseri e di Sabrina che portarono una cesta di funghi e chiesero informazioni sul contenuto delle dichiarazioni rese dalla stessa donna e dal figlio Ivano. Ci fu anche un'altra visita dopo il ritrovamento del cellulare di Sarah. «Vennero Sabrina e Valentina Misseri - ha ricordato la madre di Ivano - io chiesi di questo ritrovamento e mi dissero che era stato scoperto dal padre Michele, che era andato in un fondo con un amico. Valentina aggiunse che era tornato per caso in quel fondo perché si era dimenticato di un cacciavite speciale». Successivamente e' stato ascoltato un altro testimone, Claudio Benni, mentre e' saltata la deposizione di Salvatore Misseri (fratello di Michele), che ha inviato una certificazione medica. Infine sono stati acquisiti i verbali di sommarie informazioni rese da Michele Genovino, Clorinda Ferrara e Antonietta Genovino, tutti in qualita' di persone informate sui fatti. La Corte d'Assise ha aggiornato il processo all'8 maggio prossimo, quando saranno ascoltati altri testimoni, tra i quali Anna Pisano', una dei testi-chiave per l'accusa, il maresciallo Fabrizio Viva, comandante della stazione carabinieri di Avetrana, e il maresciallo Baiotta. Il pm ha chiesto inoltre alla Corte di acquisire agli atti l'intervista rilasciata nei giorni scorsi al settimanale 'Di piu'' da Sabrina Misseri tramite uno dei suoi legali, l'avv. Nicola Marseglia. Lo stesso difensore ha chiesto alla Corte invece di produrre una mail del 17 aprile 2012, inviata al giornalista Oliviero Marchesi del settimanale 'Di piu'', nella quale il legale avrebbe precisato che l'intervista era frutto della sintesi del difensore dopo una conversazione con la sua assistita. La Corte si e' riservata la decisione.

Sono otto i testimoni citati per l'udienza odierna dalla pubblica accusa. Maria Ferrara, moglie di Cosimo Cosma, imputato di concorso in soppressione di cadavere, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Martedì 24 Aprile 2012 alle 11:30