Processo Sarah, il fratello di Ivano:
«Non ho mai creduto al rapimento»
TARANTO - È in corso, dinanzi alla Corte d'Assise di Taranto, l'undicesima udienza del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa e poi gettata in un pozzo il 26 agosto del 2010.
Degli otto testimoni citati dall'accusa, si è presentato solo Claudio Russo, fratello di Ivano, il ragazzo del quale si erano invaghite sia Sarah che la cugina Sabrina, accusata del delitto insieme alla madre Cosima Serrano. Il movente dell'omicidio, secondo gli inquirenti, sarebbe proprio la gelosia che Sabrina nutriva nei confronti della cuginetta, che si era avvicinata ad Ivano e rischiava di oscurarla. Il pubblico ministero Mariano Buccoliero ha chiesto a Claudio Russo di ricordare cosa avesse fatto il 26 agosto del 2010, giorno della scomparsa e dell'omicidio di Sarah. Il teste ha detto di essere andato al mare con la fidanzata e di essere tornato a casa intorno a mezzogiorno. Suo fratello Ivano, ha aggiunto, aveva finito di mangiare e riposava sul divano. Claudio Russo ha fatto presente che parlando col fratello, dopo la notizia della scomparsa di Sarah, non si era mai parlato dell'ipotesi del rapimento.

«Ivano ebbe una telefonata e sembrava sconvolto. Mi disse che l'avv. Vito Russo, difensore di Sabrina Misseri, l'aveva contattato tramite un conoscente che vende le motociclette, amico di Alessio Pisello, e gli aveva fatto intendere che il suo arresto era imminente. Ivano aveva paura delle microspie». Lo ha detto Claudio Russo, fratello di Ivano Russo, nel corso del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto del 2010. «L'avv. Russo - ha aggiunto il teste - chiese a mio fratello se l'amica Mariangela Spagnoletti avesse una relazione con lui, almeno un approccio, e se era gelosa. Cercava evidentemente di screditare Mariangela e di far emergere che avesse dei rancori nei confronti di Sabrina». «Io dissi ad Ivano - ha aggiunto - di non rispondere più all'avv. Russo e poi contattammo l'avv. Tarantini per riferirgli quanto accaduto».

«Dopo la scomparsa di Sarah,
i Misseri vennero a casa nostra a portare un cesto di funghi e chiesero a mia madre cosa avesse detto Ivano ai carabinieri». Lo ha riferito Claudio Russo, fratello di Ivano, nel corso del processo in Corte d'Assise per l'uccisione di Sarah Scazzi.Il teste ha aggiunto di aver sentito la voce di Misseri e altre voci femminili, ma non ha confermato la presenza di Cosima Serrano e delle figlie Sabrina e Valentina. Nell'udienza è saltata la deposizione di altri sei testimoni per un difetto di notifica, mentre non si è presentata Anna Di Noi, per la quale è stato disposto l'accompagnamento per la prossima udienza. Le parti si sono accordate per l'acquisizione del verbale di sommarie informazioni di Antonio Calò e Ottavio Misseri (fratello di Michele). In tutto sono dieci i testi citati per la prossima udienza fissata per il 17 aprile: oltre ad Anna di Noi, Maurizio Misseri (figlio di Carmine), Anna Rita Panzuto, Vito Palmisano, Rita Di Noi, Salvatora Serrano (sorella di Cosima e Concetta), Pancrazio Spinelli, Antonella Spinelli, Alessandro Palmieri e Biagio Pisanò.

Martedì 03 Aprile 2012 alle 11:47