Dolcenera nuda su Playboy
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Camaleontica. Tutto qui. Dolcenera ci ha insegnato a non stupirci dei suoi tanti look, delle sue tante facce, della continua voglia di evoluzioni che da sempre le scuote l’anima. E, dopo un disco impegnativo e tutt’altro che commerciale come “Evoluzione della specie”, si Ŕ concessa una sana voglia di trasgressione. Ed ecco la copertina e il servizio fotografico su Playboy del mese di settembre in cui si troverÓ la cantautrice salentina in una nuovissima veste, anzi con poche vesti, pochissime. Nessuna cantautrice italiana lo aveva fatto prima. Dunque, perchÚ no?



Basta rimanere se stessi dentro e mostrare solo quello che si Ŕ, senza recitare ruoli inappropriati e lontani dal proprio mondo. Quindi viene fuori com’Ŕ, Emanuela Trane, ragazza del Sud tutta nervi scolpiti e talento da vendere, quella che magari quest’estate qualcuno di noi ha incrociato al mare di Leuca con la stessa aria tranquilla.

Lontana anni luce dai modelli della bellona pin-up (magari deficiente), lei Ŕ uno scricciolo di donna, androgina e sensuale, ma soprattutto intelligente e tenace qualunque abbigliamento e taglio di capelli porti. Eccola allora divertita sulla copertina della rivista pi¨ scandalosa per antonomasia come una vera rockstar femmina abbracciata nuda alla chitarra. E poi mentre si toglie la maglietta, semplice e disinvolta, occhi neri spalancati sul mondo e che si guardano le spalle, un po’ punk e un po’ bambina. Un po’ trasgressiva, un po’ innocente, un po’ Dolcenera insomma.

Tutto Ŕ nato per un gioco. Il fotografo Mattia Zoppellaro si Ŕ presentato sul set del videoclip di “L’amore Ŕ un gioco”, il nuovo singolo di lancio per l’album. Gli scatti hanno immortalato parte di questo video, il set, poi il riposo. Niente hardcore, niente volgaritÓ, ma il regalo di una parte di sÚ che nel suo lavoro non appare mai. In edicola Playboy arriverÓ mercoledý prossimo, ma giÓ da lunedý su TgCom si potrÓ vedere il video backstage di “L’amore Ŕ un gioco” che si preannuncia piuttosto intimo. Nel frattempo chi non lo ha ancora fatto farÓ bene ad andare ad ascoltare le canzoni di “Evoluzione della specie”. Chi capisce qualcosa di musica troverÓ una raffinatezza negli accordi e nelle strutture piuttosto rara in Italia tra musicisti della generazione di Dolcenera. E poi troverÓ testi difficili, impegnati, certamente poco pop, che danno l’idea di un’artista tutt’altro che allineata e molto coraggiosa.

E coraggiosa lo Ŕ stata quando Ŕ partita da sola tanti anni fa da Scorrano per andare a studiare ingegneria a Firenze, con il sogno nel cuore di fare la musicista, visto che mamma Mimma e papÓ Gino le avevano fatto studiare canto, pianoforte e clarinetto e a 14 anni giÓ componeva canzoni. ╚ stata coraggiosa quando Ŕ riuscita a sbaragliare una banda agguerritissima di ragazzini che nell’autunno 2002 nelle selezioni di “Destinazione Sanremo” si sono ritagliati la possibilitÓ di salire sul palco dell’Ariston. Poi lei quel Festival lo ha anche vinto, portando sul palco anche i tamburelli della sua terra con “Siamo tutti lÓ fuori”.

Coraggioso Ŕ stato il suo primo album “Sorriso nucleare” in cui ricordava i drammi delle conseguenze di Cernobyl. Poi nel 2005 ha partecipato a “Music farm” e ha ancora vinto. Nel tempo si Ŕ ritagliata un suo posto, caricando pi¨ sul rock e sull’elettronica, e giocando sempre con il suo look. Molto romantica Ŕ stata la versione di “Dolcenera nel paese delle meraviglie” ed Ŕ stato allora che si Ŕ conquistata anche chi non aveva amato quegli occhi con troppo kajal e la sua aria trasgressive new wave. Ma lei lo ha sempre detto: “Devo mostrare fuori quello che sono dentro e le donne si sa dopo un po’ si annoiano senza giocare”. La rivista di Hugh Hefner Ŕ solo l’ultimo dei suoi giochi, nessuno quindi si azzardi a storcere il naso.
Sabato 12 Aprile 2014 alle 15:37
Ultimo aggiornamento: 15:37